Lago di Iseo senza ossigeno, si rischiano danni irreversibili: la fotografia di Acque bresciane

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Lago di Iseo
Lago di Iseo

Investimenti, prevenzione, tutela del patrimonio naturale: sono questi i tre temi che sono stati affrontati durante i convegno organizzato da in collaborazione con L’università degli studi di Brescia e Onlus, che si è tenuto ieri all’Iseo Lago Hotel. Un appuntamento in cui sono staqti presentati i risultati di uno studio approfondito sullo stato di salute del lago. Con risultati preoccupanti e la prospettiva incoraggiante dell’ampliamento del depuratore di Paratico.

COME STA IL LAGO DI ISEO?

Il lago d’Iseo, nel corso degli anni, ha subito un drammatico deterioramento della qualità delle sue acque, con una transizione da uno stato oligotrofico ad un’attuale condizione di eutrofizzazione. Uno degli effetti risultanti è che il contenuto di ossigeno delle acque profonde è diminuito da 9 mg/l (nel 1967) a zero, con conseguente morte biologica sotto ai 100 m di profondità. Questa transizione non naturale potrebbe divenire irreversibile, con ripercussioni ambientali, economiche e sociali inaccettabili per tutto l’importante comprensorio circostante. Aspetti messi in evidenza anche dalla relazione di Arpa Lombardia, a cura di Fabio Buzzi il quale ha sottolineato di come, anche a fronte dei cambiamenti climatici, sia necessario “un controllo ulteriore dei carichi di ingresso nel lago”.

Per dare risposte a questi problemi nascono il Progetto Iseo, coordinato dal professor Marco Pilotti, e la collaborazione biennale con l’università di Brescia per un’analisi del funzionamento del tratto di collettore circumlacuale sulla sponda bresciana. Il progetto ha preso in analisi in particolare “gli effetti sinergici sulla qualità dell’ delle pressioni locali, tra cui quelle derivanti dai collettori fognari posizionati lungo la sponda bresciana e quella bergamasca” e il tema “delle infiltrazioni di acque parassite” allo scopo di definire le priorità di intervento e riduzione sulle quali Acque Bresciane sta investendo.

IL NODO DEL COLLETTORE

Secondo quanto emerso, la natura unitaria del collettore causa forti fluttuazioni delle portate tra periodi di tempo secco e di pioggia. La situazione è aggravata dalla presenza di infiltrazioni di acque parassite all’interno del sistema fognario. Ciò ha una duplice implicazione: da un lato l’arrivo di portate troppo diluite e incostanti all’impianto di trattamento di Paratico, dall’altro la diminuzione della capacità idraulica e dunque il conseguente sversamento nell’ambiente di carichi inquinanti, seppure generalmente diluiti.

La collaborazione tra Acque Bresciane e l’Università degli Studi di Brescia ha portato alla realizzazione di un modello matematico della rete del collettore unitario circumlacuale il quale, sulla sponda bresciana, colletta i reflui da Zone fino al depuratore di Paratico e di due reti fognarie comunali afferenti al collettore principale. Inoltre, sono stati effettuati campionamenti ed analisi di laboratorio delle concentrazioni di nutrienti nelle acque sfiorate in corrispondenza di uno scolmatore comunale e di uno posizionato lungo il collettore.

Il convegno di Acque bresciane sulla salute del lago di Iseo
Il convegno di Acque bresciane sulla salute del lago di Iseo

LE DICHIARZIONI DEI PROTAGONISTI DEL CONVEGNO

Il Presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba: “I momenti di convegnistica rappresentano occasioni importanti di restituzione ai cittadini, agli amministratori locali. Il “progetto Iseo” esemplificato dai nostri collaboratori e dipendenti, intende valorizzare le collaborazioni tra la nostra società e il mondo scientifico cercando di fornire le risposte più adeguate. Crediamo infatti sia fondamentale, per far fronte al contesto odierno, mantenere un monitoraggio lucido della situazione e al tempo stesso rilanciare progettualità concrete al fine di tutelare questo magnifico bacino lacustre”

Gabriele Archetti, presidente di Fondazione Cogeme Onlus: “Tra le priorità della nostra fondazione vi è la valorizzazione e diffusione di buone pratiche e di progetti volti alla sostenibilità ambientale. Mi pare che lo sforzo congiunto tra Acque Bresciane e Università degli studi di Brescia rappresenti un impegno significativo per questo territorio”

Marco Pilotti, Università degli studi di Brescia: “La tutela del lago deve partire da una più consapevole gestione delle risorse e criticità a scala di bacino idrografico. In tutto ciò la conoscenza quantitativa delle problematiche gioca un ruolo fondamentale e la collaborazione con Acque Bresciane ha fornito un esempio emblematico di attuazione di questo ormai imprescindibile salto culturale. E’ la premessa di un percorso virtuoso di cui beneficerà l’intera Comunità”

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

Il Presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba: “I momenti di convegnistica rappresentano occasioni importanti di restituzione ai cittadini, agli amministratori locali. Il “progetto Iseo” esemplificato dai nostri collaboratori e dipendenti, intende valorizzare le collaborazioni tra la nostra società e il mondo scientifico cercando di fornire le risposte più adeguate. Crediamo infatti sia fondamentale, per far fronte al contesto odierno, mantenere un monitoraggio lucido della situazione e al tempo stesso rilanciare progettualità concrete al fine di tutelare questo magnifico bacino lacustre”

Gabriele Archetti, presidente di Fondazione Cogeme Onlus: “Tra le priorità della nostra fondazione vi è la valorizzazione e diffusione di buone pratiche e di progetti volti alla sostenibilità ambientale. Mi pare che lo sforzo congiunto tra Acque Bresciane e Università degli studi di Brescia rappresenti un impegno significativo per questo territorio”

Marco Pilotti, Università degli studi di Brescia: “La tutela del lago deve partire da una più consapevole gestione delle risorse e criticità a scala di bacino idrografico. In tutto ciò la conoscenza quantitativa delle problematiche gioca un ruolo fondamentale e la collaborazione con Acque Bresciane ha fornito un esempio emblematico di attuazione di questo ormai imprescindibile salto culturale. E’ la premessa di un percorso virtuoso di cui beneficerà l’intera Comunità”

A CHE PUNTO E’ IL DEPURATORE DI PARATICO?

L’ampliamento del depuratore consortile di Paratico è stato l’ultimo argomento, correlato ai precedenti, affrontato nella relazione del direttore tecnico di Acque Bresciane, Ing. Mauro Olivieri. Avviato nel Marzo 2017, esso soddisferà le esigenze di depurazione di tutto il sistema di collettamento intercomunale a cui afferiscono 26 comuni delle provincie di Brescia e Bergamo. I lavori stanno entrando nella fase conclusiva con ipotesi di completamento nell’estate di quest’anno. Il costo complessivo, circa 8 milioni di euro, indica di come questo intervento sia stato prioritario e strategico per Acque Bresciane (prima Aob2).

Il depuratore di Paratico oggi
Il depuratore di Paratico oggi

Scheda tecnica dell’impianto a progetto

Potenzialità di progetto 90.000 ab. eq.
Comuni serviti 26 (11 bresciani, 15 bergamaschi)
Superficie oggetto di intervento 6000 mq ca (interni all’area impianto)
Processo Biologico a fanghi attivi a cicli alternati
Portata massima 2700 mc/h
Linee di trattamento 6
Costo 8 mln €
Avvio dei lavori Marzo 2017
Fine lavori Estate 2019

 

 

 

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