Credito in calo per le imprese artigiane, Massetti: invertire la rotta

A livello provinciale, dall’analisi dei dati a disposizione sino a fine novembre 2018, si osserva che i prestiti “vivi” alle piccole imprese lombarde segna un calo del 3,3% rispetto ad un anno prima

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Eugenio Massetti
Eugenio Massetti

Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio di Lombardia peggiorano le condizioni di accesso al credito alle . Ancora un calo, dopo quello segnato negli ultimi rilevamenti, che questa volta colpisce in particolare le piccole, l’artigianato e, in particolare, il comparto delle costruzioni. E se il calo è per le piccole meno intenso di quello registrato negli anni precedenti, per l’artigianato il trend negativo si fa più accentuato. Inoltre si aggiunga, secondo un’indagine Istat sulla fiducia delle manifatturiere, che è in crescita la quota di che giudicano peggiorate le condizioni di accesso al credito. Completa il quadro l’analisi regionale sul costo del credito (tassi) la conferma che, nonostante continui a scendere, le piccole pagano il credito più delle grandi.

«Serve invertire assolutamente la rotta. Questi non sono solo segnali, ma rappresentano un insieme di elementi costanti degli ultimi anni che devono preoccupare. Il denaro per i piccoli imprenditori è sempre più scarso e costoso, si bloccano così sviluppo e investimenti, rallentando ulteriormente un sistema produttivo che fatica a recuperare il terreno perduto» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia che prosegue «la maggiore difficoltà di accedere a strumenti di finanziamento bancario non è da considerarsi certo conseguenza della minore qualità del credito delle piccole imprese che presentano una quota di crediti deteriorati inferiori rispetto a quelli di una impresa medio-grande e nonostante ciò gli artigiani continuano a pagare un tasso di interesse effettivo superiore a quanto pagato da una impresa medio-grande».

L’eleborazione flash dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia analizza i prestiti alle piccole imprese, per classe dimensionale, effettuabile sino a settembre 2018 ed indica il persistere del calo dei prestiti alle piccole imprese lombarde -1,7%, più accentuato rispetto al calo registrato a livello medio nazionale (-0,8%), mentre il totale dei prestiti alle imprese cresceva del +2,4%. Esaminando l’intera serie storica (sett.2015-sett.2018) si evince che i prestiti alle piccole imprese mostrano una performance stabilmente peggiore al totale imprese, ma in costante ridimensionamento.

Come anticipato, peggiorano le condizioni di accesso al credito delle piccole imprese manifatturiere. L’indagine sulla fiducia delle imprese Manifatturiere evidenzia che dall’autunno del 2018 è maggior la quota di imprese che giudicano peggiorate le condizioni di accesso al credito. Nel dettaglio dalla primavera del 2012 la performance delle piccole imprese con meno di 50 addetti è stabilmente peggiore rispetto a quella delle imprese di maggior dimensione anche se l’ultimo dato di dicembre 2018 vede un saldo delle piccole imprese pari a -12,6 punti percentuali e migliore di 0,9 punti rispetto al -13,5 delle altre imprese. In particolare, si evidenzia che solo il 4,0% delle piccole imprese giudichi più favorevole le condizioni di accesso al credito meno del 6,9% delle imprese medio-grandi e che il 65,4% delle piccole imprese ha ottenuto il credito a fronte del 67,0% delle imprese medio-grandi.

A livello provinciale, dall’analisi dei dati a disposizione sino a fine novembre 2018, si osserva che i prestiti “vivi” alle piccole imprese lombarde segna un calo del 3,3% rispetto ad un anno prima, mentre a Brescia questa variazione salga al 4,1%, mentre per le imprese con almeno 20 addetti questa variazione scenda a -1,5% e per il totale delle imprese a -1,9%.

La dinamica dei prestiti all’artigianato lombardo (dati in collaborazione con Artigiancassa e Banca d’Italia) evidenzia a giugno 2018 uno stock concesso al comparto di 8,3 miliardi di euro, in diminuzione del -8,8%, stock di prestiti che per l’artigianato bresciano si attesta a 1,6 miliardi di euro (il 4,3% di quello lombardo), con una variazione su giugno 2017 del -9%. Analisi del credito concesso a livello settoriale, con i dati disponibili relativi ai prestiti “vivi”: se alle imprese bresciane del settore manifatturiero sono saliti del 1,9%, quelli concessi alle imprese di Servizi sono calati di -4% e quelli alle Costruzioni crollati del -7,8%.

Tassi attivi effettivi sui finanziamenti alle imprese. L’analisi del mercato del credito evidenzia il persistere degli effetti positivi della politica monetaria espansiva sul tasso di interesse pagato dalle imprese che a settembre 2018 in Lombardia si attesta al 3,43% più basso di 38 punti rispetto a quello di un anno fa e di 33 punti rispetto al tasso nazionale (4,23%). Considerando l’intera serie storica dei tassi, disponibile a partire da dicembre 2008, osserviamo che quello registrato a settembre 2018 risulta essere il più basso. A Brescia tale valore dei tassi è persino più basso: 3,11% in calo rispetto al 3,46% di settembre 2017. Va infine tenuto conto che proprio per le piccole imprese lombarde il tasso di interesse a giugno 2018, sia pari al 6,62%, superiore di 337 punti base rispetto al tasso applicato alle medie-grandi imprese del 3,25%. «Segnale che conferma come le nostre micro e piccole imprese artigiane sono doppiamente colpite e penalizzate da tassi d’interesse superiori rispetto a quelli applicati alle grandi imprese. Fattori che ci preoccupano e che segnano un inaccettabile gap tra imprese di serie A e di serie B. Bisogna invertire la rotta e farlo con i fatti perché le imprese artigiane costituiscono il vero tessuto produttivo del nostro territorio e il credito è il carburante indispensabile per un’impresa» conclude il presidente Massetti.

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