Facchini, operai in sciopero per il no a sala per i pasti e 5 minuti di pausa in più

Semeraro (Cgil): pronti a "più eclatanti azioni di protesta per ottenere ciò che dovrebbe essere un innegabile diritto per le lavoratrici ed i lavoratori"

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L'azienda facchini con la bandiera Cgil, foto Cgil
L'azienda facchini con la bandiera Cgil, foto Cgil

Agitazione sindacale, all’azienda Facchini di Poncarale, per la decisione dei vertici di non accontentare le richieste della , che chiede una sala in cui gli operai possano scaldare i pasti e cinque minuti in più di pausa giornaliera.

Le due assemblee sindacali tenutesi ieri, infatti, hanno deliberato l’apertura della fase di mobilitazione, iniziando dallo delle ore di straordinario

“Dopo inutili tentativi di dialogo da parte del sindacato – scrive il segretario generale della Flai Alberto Semeraro – l’azienda continua a non voler creare un luogo per scaldare il pranzo delle 50 lavoratrici e lavoratori, chiudendo i cancelli dell’azienda nella pausa mensa e costringendo di fatto a consumare il pranzo nella auto parcheggiate nel piazzale antistante all’azienda. Oltretutto – incalza il rappresentante della Cgil – anche fronte dei ritmi di lavoro e delle condizioni dettate dalle basse temperature di stoccaggio della verdura, l’azienda nega la richiesta di adeguamento del tempo di pausa che oggi è di soli 10 minuti ogni 4 ore di lavoro”.

“Tali condizioni non sono più sostenibili – conclude Semeraro – la Flai Cgil di Brescia, a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in lotta ha deciso di organizzare lo sciopero e si prepara a più eclatanti azioni di protesta per ottenere ciò che dovrebbe essere un innegabile diritto per le lavoratrici ed i lavoratori ed un dovere morale per i datori di lavoro”.

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