Procurava la cittadinanza italiana ai brasiliani, è finito nel mirino della Finanza

A finire nei guai un imprenditore mantovano che si è occupato di richiedere la naturalizzazione per più di 300 brasiliani

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questura - passaporti- Ph Fotolive Simone Venezia
questura - passaporti- Ph Fotolive Simone Venezia

Una vera e propria fabbrica di naturalizzazione che, però, per via di numeri sempre più grandi ha finito per dare nell’occhio.

A finire nei guai un imprenditore mantovano che si è occupato di richiedere la naturalizzazione per più di 300 brasiliani, chiedendo a ciascuno di loro 3 mila euro per il disbrigo delle pratiche, la consegna dei documenti e quindi del passaporto europeo.

La vicenda – di cui dà notizia Bresciaoggi – si è districata tra il mantovano, dove poi i brasiliani prendevano residenza, e la Valcamonica, nei cui uffici giungevano le richieste di naturalizzazione (i soggetti interessati hanno dovuto dimostrare di avere un antenato italiano).

Il curioso giro di denaro non è però passato inosservato e la ha indagato sull’imprenditore, che è ora stato denunciato per evasione fiscale: non solo non ha mai pagato le tasse, ma non si è nemmeno preoccupato di dichiarare i guadagni.

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