Mail choc, il sindaco: gesto sbagliato, ma non strumentalizzate l’imprenditore

“Mi sento di dire che sposo la tesi dei dipendenti, che parlano di uno sfogo dovuto a reiterate incomprensioni con alcuni corrieri"

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Il sindaco di Lumezzane Joseph Facchini, foto da ufficio stampa

“Conosco la realtà lavorativa della mia terra e pure la famiglia Becchetti di Chino Color è nota, a mio modesto parere si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua che si sta ingigantendo solo perché se ne parla senza cognizione del contesto territoriale”. A dichiararlo è (Lega), Sindaco di Lumezzane: il Comune è esplosa la polemica per una mail a sfondo razzista inviata da un’azienda.

“Non ho ancora avuto modo di sentire Federico – ha precisato il Sindaco – ma mi sento di dire che sposo la tesi dei dipendenti, che parlano di uno sfogo dovuto a reiterate incomprensioni con alcuni corrieri. Chi conosce Lumezzane sa che è la patria della casa-officina, dove l’imprenditore è il primo a stare in fabbrica e l’ultimo ad andare via perché ama ciò che fa ed è una persona che si dà da fare con impegno. È chiaro che condanno ogni episodio di razzismo e discriminazione ma francamente non capisco come possa far passare per razzista un imprenditore che, a quanto so io, dà lavoro indistintamente ad italiani e stranieri”.

“Mi auguro – ha concluso – che il caos mediatico a livello nazionale non finisca per strumentalizzare una realtà produttiva e positiva come quella lumezzanese. Siamo un territorio conosciuto da tutti per il nostro modo di intendere il lavoro e proprio grazie ad esso diverse comunità di stranieri si sono integrate alla perfezione. Peraltro i nostri imprenditori sono conosciuti nel bresciano come una categoria di persone generose e disponibili, fatto che è testimoniato anche dalle floride realtà di volontariato che puntualmente vengono sostenute con donazioni e supporto concreto”.

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