Confagricoltura Brescia: agroenergie fondamentali per la mobilità sostenibile

Garbelli: "Non può più essere ignorato il contributo che può dare il settore agricolo per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione legati alle energie rinnovabili”

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Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia
Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia

Il presidente di Brescia: “Condividiamo il Position Paper sulle agroenergie predisposto dal Mipaaft, ma è ora necessaria un’armonizzazione normativa che metta le imprese agricole nelle condizioni di investire”

In questi anni il contributo delle imprese agricole nello sviluppo delle energie rinnovabili è stato  determinante e i numeri lo attestano chiaramente. La nostra regione rappresenta il 22,4% della quota nazionale di produzione di bioenergie. Sul territorio lombardo il settore del biogas agricolo comprende oltre 300 impianti per una potenza installata di più di 250 MW, con le aziende bresciane tra le protagoniste nel panorama regionale.

“Come abbiamo più volte sottolineato – afferma , presidente di Confagricoltura Brescia – non può più essere ignorato il contributo che può dare il settore agricolo per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione legati alle energie rinnovabili”. Oltre alla produzione di energia elettrica si pensa ora anche alla mobilità sostenibile.

Il ministero dello Sviluppo economico a Roma ha ospitato la prima riunione del tavolo istituzionale dedicato al biometano agricolo per autotrazione, cui ha partecipato anche una delegazione di Confagricoltura.

“Pur apprezzando l’impegno del Governo e del ministero delle Politiche agricole che ha recentemente adottato un Position paper sulle agroenergie, purtroppo – continua Garbelli – restano ancora molti nodi da sciogliere sul piano normativo e sul fronte degli incentivi economici che frenano le potenzialità d’investimento in questo settore. Basti pensare che, a più di un anno dall’emanazione del secondo decreto di promozione del biometano, si scontano ancora forti ritardi causati proprio da norme spesso contraddittorie”.

Confagricoltura da tempo sostiene come sia fondamentale il ruolo del biometano derivante da matrici agricole anche per vincere le nuove sfide della mobilità sostenibile, con il raggiungimento dell’obiettivo previsto al 2030 per l’uso di fonti rinnovabili nei trasporti.

“Ricordiamoci inoltre che la valorizzazione delle matrici organiche, reflui zootecnici in primis – evidenzia il presidente -, contribuisce in maniera determinante non solo in tema di energie rinnovabili, ma anche su tanti altri aspetti di carattere ambientale”.

Sugli aspetti più critici della gestione dei nitrati una soluzione può venire proprio dagli impianti di biogas e di biometano.

Per questo Confagricoltura sollecita la definizione normativa da tempo attesa del digestato che consentirebbe, se adeguatamente valorizzato, di cogliere tra l’altro gli obiettivi, previsti dal Piano “aria” del bacino padano, di riduzione delle emissioni di ammoniaca con la conseguente  riduzione delle molestie olfattive. Allo stesso modo vanno superate in fretta le incomprensibili resistenze sull’utilizzo del mais a fini energetici, poiché si tratta di una coltura che non ha eguali nelle capacità di assorbimento dell’anidride carbonica e nella produzione di biomassa.

“Per il futuro – conclude Garbelli  – è importante favorire lo sviluppo di filiere dedicate che siano in grado di assicurare al biometano valore aggiunto, attraverso investimenti nel settore. Il tema sarà al centro di un incontro che si svolgerà all’AB Energy di Orzinuovi, il prossimo 19 luglio, in cui sarà presentato un sistema di upgrading del biometano. Per la zootecnia, così importante nella nostra provincia – conclude il presidente di Confagricoltura Brescia –, sarà possibile ottenere benefici non solo economici, ma anche sul fronte del benessere animale e dell’ambiente: crediamo fortemente in questa strada, dimostrando come la sostenibilità ambientale sia oggi al centro del lavoro della nostra organizzazione. Ma le imprese agricole non possono essere lasciate sole in questo cammino”.

 

Confagricoltura, in particolare, ha chiesto di favorire le riconversioni, anche parziali, a biometano degli impianti esistenti, attraverso i seguenti interventi: mantenere inalterate le condizioni di esercizio del digestore (tipologia biomasse utilizzabili) per quanto riguarda la produzione della quota di biogas che continua ad essere cogenerata; chiarire che anche la quota di biogas che rimane in cogenerazione, una volta concluso il periodo di incentivazione dell’elettrico, possa essere riconvertita a biometano beneficiando dei relativi incentivi; superare l’attuale requisito del periodo residuo di incentivazione (2-3 anni) per gli impianti entrati in esercizio prima del 2008.

 

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