Preferenza, firma bipartisan

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    Riportare la politica tra i cittadini e maggiore democrazia all’interno di partiti e Istituzioni. Con questi obiettivi alcuni consiglieri provinciali, appartenenti a diversi schieramenti, hanno aderito all’appello lanciato dall’Udc e firmato il referendum per il ripristino del voto con la preferenza nelle elezioni della Camera dei Deputati. Gianna Baresi (Rifondazione Comunista), Ivan Bassanelli (Forza Italia), Giulio Arrighini (Progetto Nord Est), Pierluigi Mottinelli e Giananatonio Girelli (Dl/Pd) hanno apposto la propria firma per la raccolta delle 50.000 firme necesserie a  sostenere una delle riforme che scipperebbe ai partiti il potere di "designare" i candidati delle liste elettorali. Il partito di Casini ha lanciato questa campagna a livello nazionale già all’inizio del mese di settembre e, poche settimane fa, anche a Brescia sono comparsi i gazebo. La reintroduzione della preferenza, non è certo la panacea di ogni male che oggi affligge la politica italiana, ma quanto meno riporterebbe i cittadini a scegliere i propri candidati.  Le liste bloccate e l’attuale cooptazione non favorisco gli "uomini nuovi" e allontanano dal territorio proprio chi, invece, lo dovrebbe rappresentare.  Il crescente malessere dell’opinione pubblica che, a tratti ha assunto anche vere e proprie derive populistiche, fomenta il sentimento di un’antipolitica viscerale e riduce gli elettori a semplici "certificatori" di senatori e onorevoli troppo spesso in lotta solo per i primi posti. Insomma, l’autoreferenzialità nella quale oggi si è confinata la politica subirebbe un bel colpo, costrigendo molti partiti a riformulare la democrazia al proprio interno se non vogliono rischiare di vedere bocciati nel segreto dell’urna uomini e donne approdati a Roma nelle ultime legislature con una corsia preferenziale. Non con la preferenza dei cittadini.

    L’iniziativa dell’Udc ed il coinvolgimento di esponenti connotati da una differente estrazione politica riporta anche nell’agenda della politica il tema della democrazia. Riporta nelle Istituzioni, nei partiti e nella società un dibattito che investe il metodo di scelta dei candidati, ma destinato toccare i punti nevralgici dell’intero "pacchetto riforme". 

    Federica Papetti 

     

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    1. Ma come funziona o funzionava la comparavendita delle preferenze ? Io certe volte voto altre no, stavolta alle plitiche non ho votato ma non ho tanto capito come si fa , tipo la mafia, a comparere un voto se è segreto ?

    2. ci sono tanti metodi per rendere riconoscibile una preferenza… prima nome poi cognome… oppure nome abbreviato o storpiato… oppure una tal lettera scritta in un certo modo… con la croce è tutto più difficile…

    3. Boh io so solo che nell’ultima campagna elettorale ho visto ben pochi politici sbattersi e sulla lista delle politiche c’rano nomi che proprio nulla avevano a che fare con Brescia. Non ho una riposta ma magari provare a cambiare mi riporta a votare. ah… mio fratello che vota sempre non ha votato per protesta e mi ha detto come lui tanti.

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