Lavoro, illeciti nel 61% delle aziende, sanzioni per quasi 5 milioni. Cgil: “Investire di più negli ispettori”

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Investire di più sugli ispettori del lavoro sarebbe utile per tutti: per i lavoratori, per le tante imprese sane, per il sistema economico nel suo insieme e per le casse dello Stato. A dirlo sono i dati ispettivi della Direzione Territoriale del Lavoro di Brescia relativi al 2011.
 
In , nel 2011, le controllate sono state 2.049 – meno del 2% delle oltre 110mila imprese attive – e nel 61% dei casi (1.246) sono stati riscontrati illeciti. Le ispezioni, ovviamente, si sono concentrate nelle tipologie di aziende più a rischio di illeciti e laddove sono state fatte denunce di irregolarità dai lavoratori o dai sindacati.
Delle 1.246 aziende irregolari 838 sono nel cosiddetto terziario (in particolare commercio, pulizie e facchinaggio) e i lavoratori impiegati in modo irregolare sono stati 3.970. Queste le tipologie più frequenti di abuso: assunzione «in nero» (807), orario di lavoro (539), somministrazione illecita di manodopera (caporalato) in 444 casi.
 
Nel 2011, nella sola provincia di Brescia, sono state date sanzioni per 4 milioni 718mila euro, dei quali 2 milioni 611mila euro già recuperati. Confrontando i dati bresciani con quelli nazionali si nota che le ispezioni bresciane sono state più efficaci: più soldi per azienda recuperati e una maggiore capacità di individuare le imprese a rischio (61% di aziende con irregolarità rispetto a una media del 50%).
 
Nel 2011 ognuno dei 20 ispettori della Direzione provinciale – 30mila euro di reddito lordo annuo – ha già fatto rientrare nella casse dello Stato oltre 130mila euro. La Direzione provinciale Lavoro è da tempo sotto organico e gli ispettori sono obbligati
a orari e ritmi quanto meno complicati. Non è un caso che l’assemblea dei lavoratori abbia proclamato lo stato di agitazione proprio da oggi. Sono anni che i dipendenti della DTL di Brescia lavorano in una sede che non rispetta le più elementari norme
sull’igiene e sicurezza; subiscono una carenza di organico che supera il 40% e devono sottostare ad una organizzazione del lavoro che penalizza i risultati e la professionalità dei singoli lavoratori.
 
I numeri sopra ricordati dicono in modo chiaro che investire nell’ispettorato porterebbe vantaggi a tutti: ai diritti dei lavoratori, alle imprese oneste, alle casse dello Stato e agli ispettori stessi.

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