Arcai a Peli: facciamo gli stati generali della Pubblica istruzione bresciana

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"Facciamo al più presto gli stati generali della Pubblica istruzione bresciana”. A lanciare la proposta è l’assessore all’Istruzione del Comune di Brescia , che risponde così alle dichiarazioni rilasciate a Bsnews.it dal collega di Palazzo Broletto Aristide Peli. “Peli ha perfettamente ragione a lamentarsi”, spiega l’esponente del Pdl, “da mesi il mio assessorato chiede che lo Stato paghi i crediti che deve alle nostre scuole, che per il solo capoluogo ammontano a un milione e mezzo di euro. E negli ultimi 20 anni tutti i governi, anche quelli a noi amici, non hanno fatto altro che tagliare sulla scuola: l’Italia spende il 4.8 del proprio Pil per questa voce, contro il 6.9 del Regno Unito e il 7 dell’Estonia. Inoltre con la spending review avremo tagli pesanti: sette milioni in più che dal prossimo anno potrebbero avere effetti anche sulle nostre scuole. Per questo”, continua l’esponente della Loggia, “dobbiamo fare fronte comune”. La proposta di Arcai, dunque, è quella di organizzare gli Stati generali dell’Istruzione bresciana, coinvolgendo assessori e dirigenti di tutta la provincia, “per trovare una linea unitaria e avanzare precise richieste al governo, perché i tagli – se sono davvero necessari – devono essere giusti e su questo campo non possono esistere divisioni di natura politica”.

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  1. D’accordissimo così ci prepariamo al ricambio di questa a classe politica che ha fatto marcire l’istruzione pubblica. I primi ad essere politicamente liquidati saranno di sicuro i nostri due.

  2. il risveglio della bella addormentata ….potremmo dire …ma queste considerazioni ( di Peli)puzzano dell’apripista della campagna elettorale. dove erano lor signori in questi anni, se non al governo delle nostre istituzioni e…. cosa hanno fatto se non gestire a macchia di leopardo i finanziamenti alla cultura sperperandoli. senza un progetto globale "col-legato" alle risorse che vi sono sul territorio con una seria programmazione studio-lavoro,coinvo lgendo l’industria,la scuola,l’università, il mondo delle professioni, il mondo del lavoro ;avrebbero portato ad una scelta coraggiosa, legata alle esigenze della collettività.ora piangere sul latte versato ,strapparsi le vesti, non serve a nulla, anzi serve solo a scoprire le inadeguatezza di una classe dirigente che ha distrutto la scuola.

  3. Stati Generali, tavoli di discussione, convegni: parole al vento della campagna elettorale, che, per i rappresentanti di quei partiti che hanno governato insieme per anni e depredato di risorse e opportunità la scuola pubblica, suona come una campana a morto difronte all’azzeramento del tasso culturale di un Paese ormai alla deriva.

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