Simone, il rugbista buono trovato nelle acque delle Torbiere. Rimangono dubbi sulle cause della morte

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“Era un ragazzo pieno di vita, un gigante buono sempre pronto a stare in compagnia”. Lo ricordano così sulle pagine del quotidiano Giornale di Brescia i tanti amici che oggi piangono la scomparsa del loro amato Simone, il 32enne bresciano trovato morto nelle acque delle Torbiere di Provaglio d’Iseo, a due giorni di distanza dalla sua scomparsa. Secondo gli inquirenti si sarebbe potuto trattare anche di un gesto volontario visto che lo zaino che Simone portava in spalle era pieno di sassi. Per amici e parenti però è una versione che non regge considerato che il ragazzo era solito usare una zavorra quando camminava, per appesantirsi e faticare di più. Inoltre dieci chili di sassi non sarebbero mai riusciti a portarlo a fondo.

Sposato con Alessandra da tre mesi, Simone aveva la grande passione per il rugby, prima giocato nelle fila del Gussago e oggi insegnato ai ragazzini. Purtroppo Simone non tornerà più ad allenarli e non tornerà nemmeno a casa da sua moglie.

Il suo corpo è stato trovato nelle acque delle Torbiere nel primo pomeriggio di lunedì da una donna che stava passeggiando nella zona. Immediato l’arrivo dei vigili del fuoco e del personale dell’ambulanza, oltre che degli amici e parenti che per due giorni hanno scandagliato il parco naturale alla ricerca del giovane, visto per l’ultima volta da un conoscente proprio lì.

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