Al castello di Padernello in scena le Lettere Luterane di Pier Paolo Pasolini

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Il volume postumo Lettere luterane si presenta come la parte finale e conclusiva degli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini: raccoglie infatti gli articoli che vanno dal marzo 1975 all’ottobre dello stesso anno.

La prima parte del volume è composta da un "trattatello pedagogico" destinato a Gennariello, un immaginario ragazzo napoletano. Nel "trattatello" Pasolini analizza le "fonti educative" del ragazzo e ne mette in rilievo gli errori e gli orrori, le armonie e le disarmonie, passando in rassegna il linguaggio pedagogico delle cose, le cose, i compagni ("che sono i veri educatori"), i genitori ("gli educatori ufficiali"), la scuola ("insieme organizzativo e culturale della diseducazione"), la stampa e la televisione ("spaventosi organi pedagogici privi di qualsiasi alternativa").   Gli assunti espressivi di questi ultimi scritti pasoliniani sembrano denotare lo sfinimento dell’intellettuale che deve continuamente, quasi nevroticamente, insistere sulle stesse argomentazioni per rendere più evidente il male oscuro che si espande dal consumismo ormai eletto a nuovo e unico valore. Lettere luterane sono così il gesto di rivolta di un uomo che si sente estraneo dal mondo in cui vive, ma per questo non smette di guardarlo e di osservarlo, al fine di carpirne i dolenti segreti. Nei Giovani infelici, che introduce la raccolta, scrive:  
Per me la vita si può manifestare egregiamente nel coraggio di svelare ai nuovi figli ciò che io veramente sento verso di loro. La vita consiste prima di tutto nell’imperterrito esercizio della ragione: non certo nei partiti presi, e tanto meno nel partito preso della vita, che è puro qualunquismo. Meglio essere nemici del popolo che nemici della realtà. 
da Fulvio Panzeri, Guida alla lettura di Pasolini, Mondadori, Milano 1988

L’allestimento scenico, adattamento drammaturcico e regia di Giacomo Andrico con la consulenza letteraria di Rossella Zucchi.  Questo lavoro segue la settimana di messa in scena, sempre al castello, dello spettacolo: Fuori tema. Tre atti clinici – adattamento drammaturgico e regia dello stesso Andrico. Lettere luterane rappresenta  un aspetto particolare dell’esperienza teatrale del gruppo di lavoro Andrico-Turra. Il modo di praticare il teatro in Fuori Tema e la sua preparazione per il pubblico ha sviluppato una intensa conversazione e perciò un confronto sui temi in esso contenuti: la vita, la società che formiamo, l’educazione che al suo interno riceviamo e diamo … Da questo confronto profondo ma sempre giocoso è nata la curiosità di leggere lo ‘scrittore’ (così aveva scelto di definirsi in una delle ultime interviste rilasciate) Pier Paolo Pasolini. “Lettere luterane si è in questo modo, per così dire proposto alla nostra attenzione ed ora spontaneo è il desiderio di presentarlo al pubblico.”  
Il gruppo di lavoro è lo stesso di Fuori tema. Non tutti i componenti saranno visibili per il pubblico ma tutti hanno assistito e contribuito al lavoro sul testo. Nuovi giovani si sono accostati al  teatro di Padernello. In scena con Alessandro Mor e Giuseppina Turra ci saranno: Mattia Malzani, Viola Zanotti Passadori, Mario Bontempi, Giovanna Dolfin, Terry Coghi, Claudio Mor e Silvia Moretti, che leggeranno le proprie riflessioni generate dalla lettura del testo di Pasolini. Accanto a loro, hanno collaborato all’allestimento tecnico della messa in scena: luci – Oscar Frosio, fonica – Gianfranco Frosio e Max Comincini,  assistente alla regia – Chiara Giuffrida, runner – Simona Russo, Davide Montescani, Gianni Zanoni, Piero Lanzeni, Simona Rubagotti, Dario Malzani management – Enrica Delbarba e Domenico Pedroni.

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