Bazoli (Pd) su Renzi: “La priorità? L’occupazione giovanile”

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“Ora la priorità è l’occupazione giovanile”. Questo il messaggio lanciato dal deputato renziano del Pd, Alfredo Bazoli, in un’intervista a Bresciaoggi all’indomani dell’incarico assunto da Matteo Renzi alla guida del Paese. Secondo Bazoli, la decisione di Renzi di subentrare a Letta “non si poteva fare diversamente, aspettando si rischia di logorare e depotenziare la carica e la propria capacità innovativa”.

Il nodo però è la durata del mandato, sul quale Bazoli però non assicura nulla. "Le possibilità di arrivare a fine legislatura (fino al 2018) ci sono, ma coi tempi della politica italiana è impossibile dare una risposta”. Sembra però che renzi ci creda nella possibilità di governare l’Italia per tre anni, nonostante l’investitura indiretta. A dire il vero però, nonostante le critiche, più all’interno che all’esterno al partito, sembra che Renzi continui a godere di un grande consenso popolare, proprio come sottolinea Bazoli a Bresciaoggi: “è formidabile perchè ci consente di parlare ad una fetta di opinione pubblica che il centro sinostra non ha mai raggiunto”.

Ma è sulla partita delle riforme e del cambiamento che Renzi si gioca la sua partita con gli italiani. “Io partirei in modo decisivo e molto forte il tema del costo del lavoro. Magari facendolo in modo selettivo per favorire occupazione giovanile – ha concluso Bazoli -. Deve dare subito il senso del cambio di marcia e di direzione”.

 

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6 Commenti

  1. La priorità è l’occupazione giovanile ? La leva del costo del lavoro ed il tema del cuneo fiscale sono importanti, ma a monte ci sono ancor prima l’assenza di un piano industriale nazionale degno di tal nome e la riforma della selva di contratti che, utilizzati solo per tagliare i costi, hanno traformato la flessibilità in precarietà. Ma ci sono anche problemi di produttività e competitività che in certi settori poggiano sulla possibilità di tornare ad investire in innovazione, tencologia, processi e prodotti. Insomma, aspettiamo all’opera Renzi con la sua ansia di velocizzare soluzioni radicali e strutturali.

  2. Renzi è un cacciaballe. Lo è sempre stato. Chiunque se ne sia accorto solo adesso ha un serio deficit d’attenzione. L’oltraggiato, avvilito stupore manifestato in questi giorni da tanti elettori piddini di fronte al suo scontato blitz poltronista fa quasi tenerezza: "Renzi ci ha mentito su tutto!" Che v’aspettavate da un cacciaballe? Ci sono poi quelli che scoprono solo adesso i suoi sponsors: "Renzi ha alle spalle le banche!" Cosa credevate che avesse, le gelaterie? È così che è riuscito a scalare il PD tanto in fretta. C’est l’argent qui fait la guerre. Tutta la sua fuffa nuovista è sempre stata completamente strumentale alla conquista della poltrona. I sondaggi gli hanno dimostrato che la riforma della legge elettorale e le elezioni si sarebbero trasformate in un boomerang, quindi Renzi ha scelto la scorciatoia: impallinare subito Letta personalmente. E precipitarsi al suo posto nel microonde del governissimo che lo brucerà, trasformandolo da rottamatore, a rottame. È per questo che è stato allevato e ingrassato dai suoi sponsors: mangiare ed essere mangiato, cuocere coreograficamente in quel microonde (divorando tutto il contorno) finché, come Letta, non sarà rimpiazzato da un altro frontman. È solo l’ennesimo cambiamento di facciata. La maggioranza sarà la stessa, quelle intese più o meno larghe che non sono state decise in Italia, e che quindi non possono essere cambiate in Italia. Il consiglio dei ministri sarà il solito mix di incompetenti, marpioni, e marpioni incompetenti. Il programma servirà gli stessi interessi padronali di sempre. L’unica cosa diversa sarà appunto il frontman: il governissimo li consuma in fretta, ha bisogno di cambiarne uno l’anno, Letta e Monti lo dimostrano. Adesso tocca a Renzi, che potrebbe durare un po’ di più. Oppure molto di meno. Dipenderà da Alfano. Cioè da Berlusconi. C’est l’argent qui fait la guerre.

  3. Molto meglio mandare onorevoli padani che difendono i veri interessi del Nord con i fazzoletti verdi nel taschino! ah ah ah ah ah

  4. Sarà pure "nipote di", ma non è il classico esempio italiota di raccomandato. Chi lo conosce lo sa, così come conosce il suo spessore umano. Pensa piuttosto al tuo TROTA

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