Caso discarica ex Rovedil, Bergomi (Pd): “La maggioranza la usa come arma di distrazione di massa”

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di – Dimissioni? “Non ci penso nemmeno, quella di Lega e Forza Italia è solo un’arma di distrazione di massa”. Questa la replica, in sintesi, del consigliere di minoranza del Pd e segretario di Rovato, Angelo Bergomi. Le accuse mosse da Lega Nord e Forza Italia di Rovato non sembrano preoccuparlo minimamente: “quando uno ha la coscienza pulita non ha nulla di cui preoccuparsi”. La maggioranza ha chiesto le sue dimissioni in seguito alla vicenda sulla discarica ex Rovedil, su cui però Bergomi ha una visione decisamente diversa rispetto a quella messa nero su bianco sui volantini e il manifesto distribuiti da Lega e Forza Italia.

Secondo il consigliere democratico infatti la vicenda “ha avuto inizio nel 1996 quando una ex cava è stata trasformata in discarica per decisione dell’allora amministrazione comunale di Rovato governata dalla Lega Nord – racconta Bergomi -.Il conferimento di rifiuti speciali non pericolosi è andato avanti per 6 anni, fino al 2002, quando poi la discarica è stata chiusa. Poco dopo l’amministrazione di Rovato è cambiata e al governo della città è salito il centro sinistra”. E qui inizia il bello, o il brutto.

“Correva l’anno 2005 quando ci siamo accorti che la calotta di rifiuti che si era formata in seguito ai sei anni di conferimento aveva subito una caduta repentina che consentiva all’acqua piovana di stazionare sulla massa di rifiuti creando percolato che, con il passare del tempo, avrebbe potuto rompere i teli di protezione messi per dividere i rifiuti dalla falda sottostante – continua -. A quel punto Provincia, Arpa e Asl obbligano a mettere in sicurezza la discarica. Per farlo è stato scelto di riaprire la discarica (sempre di rifiuti speciali non pericolosi, ndr) per riempire la ‘buca’ che si era formata e ripristinare le pendici della discarica”. Nel 2006 però l’amministrazione di centro sinistra decide di istituire una commissione di controllo sui rifiuti da conferire formata da consiglieri di maggioranza, minoranza, cittadini residenti della zona, rappresentati delle associazioni ambientaliste della zona e presieduta dal sindaco o dall’assessore all’ambiente del Comune.

Ed è a quel punto che Bergomi entra in gioco. Nel 2007 il segretario del Pd di Rovato viene eletto consigliere di maggioranza ed entra a far parte della commissione di controllo sulla discarica ex Rovedil. Intanto, “la commissione si riunisce e affida ad uno studio di consulenza esterno a Cogeme (società che aveva in gestione la discarica stessa) sopralluoghi e controlli a sorpresa su carichi e scarichi conferiti in discarica, oltre ad effettuare analisi indipendenti per confrontarle con quelle ufficiali di Cogeme”. E fino a qui nulla di strano.

Nel 2010 Bergomi entra in giunta con la nomina di assessore all’Ambiente, e contemporaneamente entra anche, in qualità di delegato del sindaco, nella commissione di controllo sulla discarica ex Rovedil. E’ nel novembre dello stesso anno, a pochi mesi dall’insediamento, che Bergomi si trova a fare i conti con una vicenda piuttosto delicata. “La discarica avrebbe potuto ricevere tipologie di rifiuti speciali non pericolosi di diverso genere, molte delle quali sono state bloccate perchè ritenute troppo problematiche", spiega il consigliere del Pd. Nei primi giorni di novembre però in discarica entrano rifiuti ex Sisas (del tipo fuliggini di caduta dai camini industriali). Da parte sua Linea Ambiente (società del gruppo Cogeme che aveva preso in gestione la discarica, ndr), che aveva stipulato un contratto per il conferimento di 15 mila tonnellate di rifiuti-fuliggine, dopo due giorni di conferimento decide di fermare gli scarichi perchè, come affermerà lo stesso presidente in un’audizione in commissione di controllo il 30 gennaio 2014, 2già dalla prima mattinata di conferimenti ci siamo resi conto che la terra non era palabile”, vale a dire troppo inzuppata d’acqua per soddisfare le finalità di ripristino della calotta della discarica. Nel giugno del 2011 la calotta è ripristinata e la discarica chiude i battenti.

“Le accuse mosse da Lega e Forza Italia sono assurde e vigliacche, basti pensare che nel volantino scrivono che la commissione di controllo non si è mai riunita quando esistono invece fior fior di verbali che dimostrano il contrario – si difende -. Purtroppo si tratta di un’amministrazione inaffidabile, specie sui temi ambientali. Scelgono di colpire il consigliere più scomodo perchè vogliono distrarre i cittadini da ciò che hanno fatto nella vicenda della discarica Macogna, vale a dire dare parere positivo alla sua realizzazione prima, per poi ricorrere al Tar insieme al comune di Cazzago per impedirne l’autorizzazione”. In realtà la prima autorizzazione a procedere è frutto della decisione della Provincia, “che però si è affidata al parere del comune per prendere una decisione”, tuona Bergomi.

“La cosa davvero singolare è che l’affissione dei volantini dove chiedono le mie dimissioni da consigliere di minoranza coincide con il giorno di pronunciamento del Tar che ha annullato il ricorso dei comuni di Rovato e Cazzago sull’autorizzazione alla discarica di Macogna – e conclude -. Sarà un caso, ma questa mi sembra una ben architettata arma di distrazione di massa”. E sulla richiesta di dimissioni, cosa risponde? “Le rimando al mittente”. La mozione sulle dimissione verrà discussa durante la seduta in consiglio comunale del 5 marzo prossimo.

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14 Commenti

  1. Lecca lecca e gratta e vinci. Nella ‘lista della spesa’ ci sono anche cartucce usate per la caccia comprate per 752 euro, e poi "cono medio e coppetta media di gelato", "lemonsoda, pizzette, cannoli, ciambelle, torta sbrisolona, zucchero semolato, farina, salsicce, cracker e biscotti, frutta e ortaggi". E anche ostriche. FATE SCHIFO TUTTI!

  2. La solita sinistra pseudo ecologista che fa costruire discariche e poi chiede il conto ad altri. Deve avere stipulato una sorta di contratto con i reparti di oncologia degli spedali civili che ovviamente ringraziano per l’attività garantita. La stessa cosa è successa a Mazzano.

  3. Assurde e vergognose, come giustamente rileva l’on. Cominelli, accusa e richiesta di dimissione del consigliere ing Angelo Bergomi. Nel merito, evidente la strumentalizzazione, contro un esponente del PD da sempre in prima fila per le sue battaglie ambientaliste. Una squallida operazione, con relativi burattini e burattinai. Si poteva supporre che la Lega rovatese fosse oggi cambiata rispetto a quella del sindaco Manenti, che – si ricorderà – ha avuto anche gli onori della cronaca per razzismo (i famosi 15 metri lontano dalla chiesa per gli stranieri), oltre che per una squallida vicenda giudiziaria (un’accusa di stupro). Si poteva pure supporre che Forza Italia non si mettesse in coda a quella peggior Lega. Ma si vede che l’imprinting del Manenti è rimasto forte in quel di Rovato. Intanto addosso ad un suo assessore (per una decina d’anni), ovvero a quel Toscani, ex consigliere regionale della Lega (non più ricandidato e liquidato per via delle spese folli, per cartucce e quant’altro) e se non sbaglio ancora sotto inchiesta. Magari si pensa ad una vendetta? Magari si vuole con infondate accuse far fare (come Toscani sul Giornale di Brescia di oggi) un passo indietro dal Consiglio proprio agli onesti, impegnati dall’opposizione in prima fila, come Bergomi? Magari per poter spianare così la strada agli interessi più inconfessabili in materia di cave e di discariche?

  4. So che la mia domanda non ha molto a che fare con la questione trattata dall’articolo, ma qualcuno mi spieghi chi è che delinque per natura. Se si tratta degli immigrati, come suggerito dalla frase racchiusa tra parentesi, mi sembra di poter rilevare una leggera nota razzista nel post che precede il mio.

  5. Ahaha come se la prendono i piddini quando ad essere sputtanati senza pietà sono loro…..quando invece sono loro ad attaccare con ogni mezzo le amministrazioni leghiste va tutto bene no?

  6. Io non aspetto argomenti: qui sopra ce n’è una serie, ma molti dei post qui sotto li ignorano. Forse sarebbe opportuno che, invece di aspettarne argomenti nuovi, ci si informasse su quelli esposti per sapere se sono veritieri e fondati. E la stessa cosa andrebbe fatta per quanto dichiarato sul volantino che ha dato il via a tutto questo.

  7. Ma negli altri impianti del bresciano (Montichiari, Maclodio, Calcinato) in cui sono entrate le medesime terre provenienti da questa stessa bonifica di Pioltello per quantitativi molto superiori a Rovato (10.000, 19.000, 2.000 tonnellate circa) come mai i sindaci si dichiarano correttamente parte lesa della questione e invocano la chiusura delle indagini (la sindaca di Calcinato minaccia di costituirsi parte civile in un procedimento giudiziario) per sapere esattamente cosa è successo e invece a Rovato le forze politiche che reggono la maggioranza (Lega Nord e Forza Italia) accusano senza senso con volantini e manifesti l’amministrazione precedente?
    E’ un comportamento scandaloso di cui dovrebbero vergognarsi.

  8. Bravo!Aggiungo anche che qui cattivoni dei leghisti se la prendono con i fratelli migranti colpevoli soltanto di abbandonare la spazzatura dove capita come se potessimo pretendere dai fratelli migranti che facessero la differenziata come gli italiani!

  9. hai commesso due gravi errori nella tua finta ironia:
    1) La differenziata non c’entra nulla con questa vicenda
    2) La differenziata controllata di notte nelle case dei rovatesi?
    Due esempi di come alcuni amministratori non abbiano ancora capito che la "cosa pubblica" è una cosa seria.

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