Bocciata delibera sulle coppie di fatto, Brescia per passione non si arrende

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La bocciatura da parte della Commissione tecnica della delibera di Iniziativa Popolare per il riconoscimento delle famiglie anagrafiche fondate su vincoli affettivi non ferma la volontà del Gruppo Consiliare di "Brescia per Passione" di Laura Castelletti che ha fatto sua la battaglia per "avere finalmente, nel nostro comune, una delibera che normi e garantisca i diritti delle cosiddette coppie di Fatto".

"In passato siamo sempre stati protagonisti della battaglia politica all’interno del Consiglio Comunale su questo tema. Lo siamo stati anche in Campagna Elettorale, inserendolo all’interno del nostro programma e sollecitando gli altri candidati sindaco sul tema. – si legge nella nota di Brescia per Passione – Abbiamo aderito al Coordinamento Nuove Famiglie, Uguali Diritti, composto da 24 realtà cittadine, pensando di poter portare in Consiglio Comunale, attraverso una proposta di delibera per iniziativa popolare, una proposta ancora più condivisa con i cittadini".

La scelta del comitato tecnico di valutazione ha bloccato, momentaneamente, questo percorso. "Una scelta che di tecnico ha ben poco, andando invece a valutare il merito della proposta. Sulla legittimità, infatti, è difficile esprimere dubbi fondati, essendo già stata discussa in decine di altri comuni e approvata in molti degli stessi. Noi continuiamo a credere, al contrario, che la scelta debba essere politica, e che il Consiglio Comunale di Brescia debba esprimersi sul tema. Valuteremo tutte le iniziative possibili insieme al Comitato ma soprattutto penseremo ad un’iniziativa congiunta con gli altri consiglieri comunali che hanno aderito al Comitato, al fine di poterne discutere al più presto all’interno del Consiglio, luogo in cui andrà presa la decisione finale".

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  1. La decisione, cara Laura, non dovrebbe avere proprio nulla di politico, almeno non nel colore. Le coppie di fatto esistono e la politica dovrebbe avere il solo ruolo di normarle, il resto è solo egocentrismo da bigotti eterosessuali convinti di essere "normali" e di fare le scelte "giuste".

  2. La Commissione Tecnica non si è espressa all’unanimità, ma con un voto contrario. Credo sia la prima volta da quando tale commissione esiste ed anche questo è un segnale di come la sede tencica non fosse la più adatta ad esprimere un parere che sconfina invece parecchio nel merito della questione. Un errore, perchè in Consiglio si potrebbero fronteggiare in vista del voto singole aggregazioni di maggioranza ed opposizione assai imprevedibili.

  3. Il senso dell’atteggiamento della pasionaria è questo: o la scelta è conforme alle mie attese, oppure non conta per cui farò comunque a modo mio. Democrazia o arroganza?

  4. Grande, Cuidado: la pasionaria la sa lunga e la fa breve. Certo, darle d’imperio il coltello dalla parte del manico per una lenticchiata di voti è e sarà uno dei limiti gravissimi del temporeggiatore, amletico Del Bono. Cavoli amari…

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