Tre nuovi alberi piantati nel Giardino dei Giusti: Martini, Bonhoffer e Korczak

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Il "Giardino dei Giusti" presso il parco Tarello cresce. Per il secondo anno consecutivo l’amministrazione comunale accogliendo l’invito della "Fondazione Gariwo" e dell’associazione "Filosofi lungo l’Oglio" ha voluto celebrare la seconda "Giornata europea dei Giusti" mettendo a dimora nel parco tre nuovi alberi, in memoria di altrettante persone che in vita furono esemplari nel seguire i principi di rettitudine e giustizia, dando l’esempio in prima persona con le loro azioni.

Nel 2013 gli alberi furono piantati a perenne memoria di Teresio Olivelli (1916-1945), Raphael Lemkin (1900-1959), Mons. Carlo Manziana (1902-1997), Etty Hillesum (1914-1943), Jan Patočka (1907-1977) e i coniugi Angelo Rizzini (1891-1980) e Caterina Rizzini (1891-1978). 

Alla cerimonia era presente anche il sindaco Emilio Del Bono. Le personalità ricordate quest’anno invece sono quelle del cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012) che ha fatto del dialogo la parola chiave del suo ministero (dialogo con i terroristi, con le altre confessioni cristiane, con tutte le religioni, con il pensiero laico, con l’uomo contemporaneo e con la scienza); di Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) giovane teologo luterano, simbolo della resistenza tedesca contro il nazismo, autore di numerose lettere dalla sua prigionia (raccolte in Resistenza e resa); di Janusz Korczak (1878-1942) ebreo polacco, educatore, medico capace di rivoluzionare con le sue teorie non solo la pedagogia ufficiale, ma l’intero modo di concepire il bambino nella società occidentale. Korczak si offrì al martirio per i suoi bambini: quando nel 1942 i nazisti ordinarono ai duecento piccoli ospiti della Casa dell’Orfano di salire sul treno che li avrebbe condotti al campo di sterminio di Treblinka, Korczak andò con loro, nonostante l’offerta di un trattamento di favore che gli stessi nazisti erano pronti a riservargli.

Per questi tre "Giusti" sono stati messi a dimora altrettanti melograni, più un quarto, per la piccola Sissel Vogelmann (1935-1944), creatura innocente dai riccioli d’oro, che se n’è andata nel vento a soli otto anni, simbolo di tutti i bambini sterminati nei campi di concentramento.
(a.c.)

 

 

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