A vuoto il bando di gara per la cessione del 44% di Centrale del Latte. Non ce ne saranno altri

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Nessuna offerta. La scadenza per la presentazione delle buste per acquistare quote della Centrale del Latte è arrivata senza che arrivasse una sola offerta. A spiegarlo, ieri pomeriggio (la scadenza del bando era fissata per le ore 12:00) lo stesso sindaco Emilio Del Bono e l’assessore al Bilancio Paolo Panteghini.

«Era un’opportunità per gli stakeholder di Centrale del latte, avevamo aperto una prospettiva per sperimentare l’avvio della compartecipazione al capitale, lasciando ai privati una larga quota di minoranza, ma dobbiamo prendere atto che l’opportunità non è stata colta». Queste le parole di un rammaricato Del Bono, che ha tenuto a precisare anche che «nell’incontro con i possibili acquirenti e con le parti sociali avevamo detto che era un’occasione unica, e così sarà».

Tutto inutile dunque, ma la Loggia non rinuncerà a cercare di diminuire il suo attuale 96% di quote dell’azienda. Come? Ancora presto per dirlo, O si cederà l’intero pacchetto del 44% ad un’unico acquirente oppure si continuerà con la strada del frazionamento, senza passare per il bando. 

Sindaco e assessore hanno assicurato che il mancato introito non creerà difficoltà al bilancio, anche perché le quote in vendita di A2A (il 2,5%) sono aumentate di valore negli ultimi mesi. 
(a.c.)

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  1. La vendita delle quote della Centrale del Latte più che un’occasione unica è stata considerata nessuna occasione, vista l’indifferenza degli stakeholder ( chiamarli così è un’ossimoro, vista la totale mancanza di interesse). L’aumento delle quotazioni di A2a dovrebbe essere studiato: è in corso un acquisto di azioni proprie, per caso? Se così non fosse, sarebbe cosa buona, ma al contempo poco spiegabile, perché la messa sul mercato, peraltro ampiamente sbandierata, di un così consistente numero di azioni, solitamente non favorisce la quotazione, bensì la penalizza, anche pesantemente. Sono molto curioso di vedere cosa avverrà dopo, ad azioni collocate.

  2. Si cederà probabilmente l’intero pacchetto ad un’unico acquirente: lo dice il Sindaco il persona. Il problema è a chi ed a quale prezzo. Peraltro, la stessa situazione potrebbe poi riproporsi con la vendita del 2,5% di A2A e tutto dipende dal lavoro di Mittel Advisory chiamata alla complessa stima del prezzo di vendita. Ma se sia nel primo che nel secondo caso ci fosse alla fine un unico acquirente, credo ci si dovrebbe preoccupare. Di cosa, lo lascio alla fervida fantasia dei lettori.

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