Tagli e pagamento di ticket, i consultori privati protestano

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Non avrà luogo la una giornata di open day nei consultori di Brescia. L’Asl  "ha boicottato l’iniziativa – racconta Sara Montanari al Corriere della Sera – limitandosi a due righe sul proprio sito. E questo la dice lunga su quanto venga considerata la nostra attività". Sara Montanari è la direttrice del Consultorio familiare in via Volturno, uno dei 16 nella nostra città che è seconda in Lombardia per numero di consultori privati.  Parole critiche anche da Pietro Puzzi, ginecologo volontario e membro del consiglio direttivo che dichiara al quotidiano: "Evidentemente la politica della sussidiarietà formigoniana è stata applicata con maggiore entusiasmo che nelle Asl di Milano e dintorni. Lo stesso entusiasmo con il quale l’Asl di Brescia ha tolto le esenzioni dai ticket che riguardavano puerpere, controlli post Ivg e adolescenti, esenzioni peraltro ancora in atto nelle altre province". La Montanari lamenta forti tagli alla loro attività, nonostante il costante numero di persone che si rivolgono ai consultori, di cui il 50% sono stranieri e anche l’introduzione dei ticket non ha migliorato la situazione, visto che è difficile che un’adolescente si rivolga al centro se deve pagare un ticket e portare l’impegnativa del medico.

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