Bomba alla Polgai, si batte la pista anarco-insurrezionalista

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Posti di blocco in tutta la città per individuare il responsabile o i responsabili che questa notte hanno posizionato e fatto esplodere davanti alla sede della Polgai di via Veneto una bomba costruita in modo rudimentale e nascosta all’interno di una pentola a pressione a sua volta contenuta all’interno di uno zainetto abbandonato da un uomo con il volto coperto pochi minuti prima deoll’esplosione.Bomba che secondo gli inquirenti avrebbe potuto uccidere se al momento dell’esplosione ci fosse stato qualcuno nelle vicinanze. Per fortuna l’ora tarda, erano le 4,37 di notte, ha evitato il peggio. 

Gli uomini della Questura, su ordine della , stanno mettendo la città sotto la lente d’ingrandimento per provare a risolvere il caso e attribuire le responsabilità del’accaduto che, ricordiamo, non ha ancora ricevuto nessuna rivendicazione.

Sin dalle prime ore però la pista più accreditata dalle forze dell’ordine sembra essere quella anarco-insurrezionalista. Il 10 aprile del 2013 venne recapitata ad un’agenzia di investigazioni di Brescia, sita in via Cipro, un pacco bomba che però fu giudicato innocuo in quanto non avrebbe potuto esplodere a causa di un difetto di fabbricazione. In quell’occasione la Questura sospettò si trattasse di un atto intimidatorio da parte di gruppi anarco-insurrezionalisti che però avrebbero sbagliato il mittente.

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