I profughi si rifiutano di aiutare a pulire i sentieri, il sindaco di Zone protesta

Non si trattava del primo rifiuto: altre volte gli stranieri avevano risposto picche per "problemi" legati all'acqua calda e alla copertura wi-fi

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Immigrati
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E’ polemica a Zone, secondo quanto riportato da Bresciaoggi, per la decisione dei 24 richiedenti asilo politico accolti dal Comune di non accettare l’invito di aiutare la piccola comunità a ripulire il sentiero che porta alle piramidi, danneggiato dalle piogge degli scorsi giorni.

La scorsa settimana, il sindaco Marco Zatti aveva incontrato i profughi – ospitati nell’ex locanda La lucciola – chiedendo loro un aiuto, come fatto altre volte sulla base di un progetto voluto con forza dallo Zatti. Ma nessuno si è presentato all’appuntamento: una decisione, pare, giustificata dagli interessati con questioni legate al fatto che lo stesso sindaco non si sarebbe impegnato abbastanza per far ottenere il permesso di soggiorno a uno di loro.

Ma, stando alla ricostruzione del primo cittadino, non si trattava del primo rifiuto, perché altre volte gli stranieri avevano risposto picche per “problemi” legati all’acqua calda e alla copertura wi-fi.

Zatti – armato degli attrezzi del caso – ha deciso comunque di ripulire il percorso con l’aiuto di un pensionando e di un 18enne. Poi ha scritto una lettera di protesta al prefetto Annunziato Vardè.

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