Carcere, sindacato all’attacco: è scandaloso, andremo dal giudice

La minaccia: se il Dipartimento o il Provveditorato Regionale non assumeranno i provvedimenti necessari saremo costretti a rivolgerci agli organi di garanzia previsti

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ex Canton Mombello - Nerio Fischione
ex Canton Mombello - Nerio Fischione

“La Casa circondariale di Brescia è gestita in maniera scandalosa”. A lanciare l’accusa è una nota del sindacato Uilpa / Uil di Polizia Penitenziaria, guidato nel bresciano da Antonio Moscato, che attacca duramente i vertici dell’istituto di pena cittadino.

“Sono mesi – tuona Moscato – che stiamo cercando di avviare confronti e attivare tutte le procedure previste affinché il personale possa lavorare con maggiore serenità e l’organizzazione del lavoro possa rispondere a logiche più attuali ed effettivamente rispondenti alle esigenze ed al numero delle unità disponibili. Il Direttore ha più volte annunciato l’avvio di confronti finalizzati alla razionalizzazione delle risorse, onde poter fronteggiare alle grosse difficoltà e le carenze del personale del cosiddetto servizio a turno (sezioni, rotonde, portinerie, muro di cinta ecc.), ma gli annunci sono rimasti tali e tutto rimane inspiegabilmente fermo. Anzi vediamo alimentare gli organici degli uffici”.

Sulla situazione bresciana, nella stessa nota, interviene anche il segretario regionale Gian Luigi Madonia:  “La gestione dell’Istituto bresciano ha toccato il fondo. Mai si erano visti provvedimenti, comportamenti e scelte organizzative così contrastanti tra loro. Un caos organizzativo che davvero non ha precedenti”.

Il sindacato sottolinea inoltre di aver segnalato a tutti i livelli dell’amministrazione statale la situazione: “Nel frattempo – si legge – il fioccare di provvedimenti assunti dal direttore lascia ben intendere che ci troviamo davanti un braccio di ferro nei confronti di un sindacato che ha osato pretendere trasparenza e rispetto delle regole”.

Il leader regionale della Uil, quindi, lancia un ultimatum: “Se nelle prossime ore il Dipartimento o il Provveditorato Regionale non assumeranno i provvedimenti necessari per il ripristino delle regole e dei principi di trasparenza, saremo costretti a rivolgerci agli organi di garanzia previsti e, se del caso, al Giudice del Lavoro”.

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