La Regione stanzia un milione di euro per la contraccezione in Africa

La Lombardia – commenta Cappato - si è mossa nella giusta direzione: ora porteremo la richiesta alle altre Regioni e al governo nazionale

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Preservativi, foto generica

La Regione , in sede di bilancio preventivo, ha accolto la proposta del Consigliere Michele Usuelli del Gruppo +Europa con Emma Bonino impegnandosi a stanziare un milione di euro da destinare a UNFPA, l’agenzia delle Nazioni Unite sulla popolazione, al fine di promuovere interventi di family planning in tutti quei paesi con un tasso di fertilità maggiore di quattro figli per donna. L’iniziativa, volta principalmente ad intervenire sulle politiche contraccettive, è stata lanciata e ha mosso i suoi primi passi nel corso del XV Congresso Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, tenutosi lo scorso ottobre presso l’Università Statale di Milano.

Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ha così commentato questo importante traguardo: «Per governare la questione immigrazione, la priorità assoluta è aiutare le donne africane a poter decidere liberamente se, come e quando fare figli. La proposta di Usuelli approvata nel bilancio regionale è un’alternativa ai veleni della faziosità e dell’ideologia. “Aiutiamoli a casa loro” è una parola d’ordine usata finora per non fare nulla né in Italia né in Africa. “Aiutiamole a casa loro ad essere libere” è la risposta dolce e liberale per contenere la crescita della popolazione mondiale sotto la soglia della sostenibilità ecologica e sociale».

«La Regione Lombardia – continua Marco Cappatosi è mossa nella giusta direzione: ora porteremo la richiesta alle altre Regioni e al governo nazionale».

La scelta della Regione Lombardia è un passo importante verso quella direzione, come ha evidenziato Michele Usuelli, a margine del Consiglio Regionale, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la decisione intrapresa: «Nel 2050 il continente africano ospiterà nelle sole Nigeria e Repubblica Democratica del Congo il 40% dei poveri del mondo, non esiste crescita del PIL in grado di produrre benessere per una popolazione che aumenta più velocemente della ricchezza. La crescita sostenibile passa quindi necessariamente da politiche che tutelino il diritto sessuale e riproduttivo delle donne di scegliere il numero di figli all’interno della propria famiglia. Oggi ci siamo adoperati nella consapevolezza che la pianificazione familiare su base volontaria sia uno degli strumenti più efficaci attraverso cui disinnescare la demografica che origina guerre, fame, carestie, perdita di biodiversità e cambiamenti climatici e solo di conseguenza flussi migratori. Le nostre Istituzioni saranno chiamate ad occuparsi dello sviluppo africano sempre più frequentemente, Regione Lombardia ieri lo ha fatto puntando sulla sostenibilità».

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  1. Mi domando: cosa farete, butterete dall’aereo i profilattici? Andrete ad imporre agli uomini africani di metterli? Queste tematiche vanno affrontate con l’educazione, con strumenti di politiche sociali nei paesi dove ci sono questi problemi. Occorrono generazioni prima che si capiscano i concetti di maternità responsabile, individualità della donna, ecc….

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