Come cambierà il lavoro con la Quarta Rivoluzione Industriale

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Con la definizione Quarta Rivoluzione Industriale ci si riferisce al processo di digitalizzazione e automazione dell’industria. Il rapporto tra industria e nuove tecnologie è complesso e delicato e coinvolge in modo diretto la vita di tutti noi: in una società sempre più interconnessa e auomatizzata, come cambia il mondo del lavoro? Cosa fare per non restare indietro e adeguarsi al cambiamento? Un’interessante infografica realizzata da Recovery Data, azienda specializzata nel recupero dati da hard disk e dispositivi digitali, mette nero su bianco come la Quarta Rivoluzione Industriale sta cambiando il lavoro per come lo conosciamo oggi.

Industria 4.0: cosa sta succedendo?

Dopo la macchina a vapore, dopo l’utilizzo dell’elettricità e dopo l’introduzione dell’elettronica e dell’informatica, oggi assistiamo ad nuovo cambiamento nel mondo dell’industria e della produzione. La Quarta Rivoluzione Industriale, attraverso l’interconnessione di milioni di persone su un’unica rete condivisa, l’automazione, la robotizzazione, l’intelligenza artificiale e algoritmi sempre più complessi, sta cambiando radicalmente il mondo del lavoro a livello globale. Questo significa che alcune tipologie di lavoro tra qualche anno non esisteranno più e che altre, che ancora non possiamo nemmeno immaginare, saranno indispensabili sui mercati del futuro.

Come cambia il mondo del lavoro: numeri e stime

L’automazione e la robotizzazione dell’industria sono processi già in corso, in alcuni Paesi più che in altri, ma è dagli anni Ottanta che i robot sono parte della nostra realtà. Nel 1983 erano 70mila i robot al lavoro in tutto il mondo, dopo trent’anni, nel 2013, erano 1 milione e 300mila circa e le stime ci dicono che nel 2023 saranno oltre 3 milioni. Questo significa che molti lavori che oggi sono svolti da esseri umani saranno appannaggio di robot sempre più sofisticati: secondo alcune proiezioni, sono 7 milioni i posti di lavoro a rischio nell’arco dei prossimi 5-10 anni.

Non ci sono però solo cattive notizie. Saranno infatti 2 milioni i nuovi posti di lavoro che si creeranno nei prossimi 10 anni e molti di questi adesso non sappiamo neanche quali saranno! Si stima infatti che circa il 65% della generazione Z, ovvero i nati tra il 1995 e il 2010, farà un lavoro che oggi non esiste ancora. Le competenze necessarie per i lavori del domani non saranno più manualità e abitudine ma creatività, inventiva, pensiero critico, attitudine multitasking, tutte capacità che un robot non riuscirebbe a replicare.

Il cambiamento è più vicino di quanto crediamo: ad oggi, già il 45% dei lavori potrebbero essere sostituiti da tecnologie esistenti e abbiamo già esempi di come aziende completamente automatizzate potrebbero funzionare. In Giappone, una fattoria interamente automatizzata ha aumentato la sua produttività giornaliera di oltre il 50%, mentre in Cina un’azienda di componenti elettrici ha impiegato 40mila robot per gestire i suoi tre impianti. Il mondo dell’industria sembra dunque in procinto di essere nuovamente rivoluzionato e, ad aziende e professionisti, non resta che prenderne atto e adeguarsi ai grandi cambiamenti in corso.

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