Attenzione alla Pec malevola di sollecito: contiene un virus

A chi scrive quella mail è arrivata da un indirizzo certificato del Fofi, la Federazione Ordini farmacisti Italiani, che ovviamente è solo vittima della vicenda

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Mail truffa, foto generica da Pixabay

Nelle scorse ore i server di Aruba hanno rilevato l’invio di email PEC malevole da e verso indirizzi certificati. A chi scrive quella mail è arrivata da un indirizzo certificato del Fofi, la Federazione Ordini farmacisti Italiani, che ovviamente è solo vittima della vicenda (resta da capire, poi, se si trattasse di un casella di posta hackerata o di un messaggio inviato con emulatori). Il messaggio era questo:

Spett.li Clienti
Vi contattiamo per segnalarvi che sul vostro conto vi sono alcuni pagamenti scaduti e rimettiamo alla vostra attenzione il corrispondente sollecito MT72610198137 in allegato. Nel caso in cui necessitiate di ulteriori informazioni non esitate a contattarci. Attenzione: questo invio e automatico e non e possibile rispondere direttamente a questo indirizzo e-mail.

COME RICONOSCERE CHE SI TRATTA DI UN VIRUS?

La cosa più semplice è domandarvi se avete mai avuto a che fare con quella realtà: se non la conoscete accendete subito un campanello d’allarme. I più esperti sul versante tecnico possono poi controllare l’allegato, che contiene due file: un pdf (che non si apre) e un secondo file .exe (un programma contenente un virus, con cui i malviventi prendono il controllo del vostro computer).

COSA FARE SE SI RICEVE UNA PEC SOSPETTA?

Il consiglio per tutti, è quello di prestare la massima attenzione ai messaggi ricevuti anche da Pec e non aprire mai eventuali allegati.
  • Non scaricare o aprire gli allegati di mittenti sconosciuti;
  • Non cliccare link se non si è sicuri che la URL a cui fanno riferimento sia lecita;
  • In caso di allegati on eseguire le macro dei documenti Microsoft Office;
  • Eseguire una scansione antivirus della propria postazione con software aggiornato;
  • Evitare di salvare la password della propria casella PEC sui dispositivi, di comunicarla a terzi e di utilizzarla per altri accessi.

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