Economia bresciana, la fiducia del settore terziario rimane debole

Nel dettaglio, l’indice si è attestato a 110,7, livello di poco inferiore alla rilevazione relativa al periodo luglio-settembre (113,3), ma in miglioramento rispetto all’ultimo trimestre del 2018 (105,0)

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La sede di Aib in via Cefalonia, Brescia
La sede di Aib in via Cefalonia, Brescia

Nel 4° trimestre del 2019 l’indice di fiducia delle bresciane attive nel settore terziario ha evidenziato una lieve discesa rispetto a quanto registrato nel periodo precedente. A evidenziarlo sono i risultati dell’Indagine Congiunturale dell’Ufficio Studi e Ricerche di .

Nel dettaglio, l’indice si è attestato a 110,7, livello di poco inferiore alla rilevazione relativa al periodo luglio-settembre (113,3), ma in miglioramento rispetto all’ultimo trimestre del 2018 (105,0). La sensazione tra gli operatori intervistati è quindi che il minimo del ciclo economico possa essere alle spalle, anche se all’orizzonte non si intravvede ancora una decisa accelerazione dell’attività.

L’evoluzione del clima di fiducia delle imprese bresciane nell’ambito dei servizi appare nel complesso coerente con il quadro nazionale, dove l’Indice PMI riferito al settore si è mantenuto nel periodo ottobre-dicembre sistematicamente al di sopra della soglia che delimita l’espansione dalla contrazione, su valori complessivamente in linea con quelli sperimentati nel trimestre precedente, ma significativamente più bassi di quanto evidenziato fra la fine del 2017 e la prima metà del 2018.

“La Legge di Bilancio impatterà su buona parte del settore Terziario e sul tema di Industria 4.0 – commenta Paolo Chiari, Presidente del Settore Terziario di AIB –: cambierà un’importante serie di aspetti, ed è quindi inevitabile che gli operatori del settore siano in attesa di capire quali potranno essere gli esiti della stessa legge su tutta l’area dell’innovazione tecnologica.”

Nel dettaglio, per quanto riguarda i giudizi espressi dalle imprese sui tre mesi precedenti:

  • il fatturato è cresciuto per il 46% delle imprese, con un saldo positivo del 35% fra coloro che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione;
  • gli ordini e l’occupazione evidenziano anch’essi incrementi (saldi netti pari rispettivamente a +23% e a +31%);
  • i prezzi dei servizi offerti continuano a caratterizzarsi per un’evoluzione tutto sommato piatta (saldo netto di poco positivo, +6%), a conferma dell’assenza di rilevanti pressioni inflattive.

Per quanto riguarda le prospettive per i mesi a venire:

  • il fatturato è atteso in crescita dal 29% degli intervistati, con un saldo positivo del 12% a favore degli ottimisti rispetto ai pessimisti;
  • i saldi riferiti al portafoglio ordini (+20%) e all’occupazione (+20%) evidenziano risultati positivi;
  • i prezzi dei servizi offerti si caratterizzano invece per un saldo nullo, a certificazione della limitata possibilità da parte degli operatori contattati di incrementare le tariffe proposte alla clientela.

Le opinioni delle imprese intervistate in merito alle prospettive sulla tendenza generale dell’economia italiana propendono per la stabilità, indicata dall’89% degli imprenditori intervistati. Il rimanente 11% invece ha un orientamento ancora negativo.

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