Brescia Calcio: le cose che vorrei dire a Cellino | ZONA CIRO ⚽

Mi piacerebbe fargli queste e tante altre domande a Massimo Cellino, ma ho l'impressione che il mio resterà un sogno al pari della salvezza di questo Brescia

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Zona Ciro, la rubrica di Ciro Corradini su BsNews.it

di – Lui ci crede ancora. Poi dice che i bresciani hanno poca autostima, racconta che il mercato di gennaio è stato quello di non cedere i pezzi migliori, si inorgoglisce quando gli dicono che magari dovrebbe cambiare rivendicando invece il suo metodo di are calcio “In modo serio ed etico” e poi spiega che il suo è un piano quinquennale e che quindi retrocessione o no, si va avanti.

Lui è ovviamente , presidente e padrone di un Brescia che pare strizzar l’occhio al Leopardi e naufragare dolcemente in questo mare, leggi una retrocessione annunciata che la sconfitta col Napoli, la 17esima stagionale, ha reso ancor più vicina. Mi piacerebbe poterlo intervistare, senza ovviamente nulla togliere a chi lo ha fatto fino ad ora. Mi piacerebbe un faccia a faccia di quelli duri ma corretti, di quelli senza esclusione di colpi. Mi piacerebbe spiegargli che Brescia non ha bisogno di autostima perchè per i bresciani parlano i fatti e una classifica che dice che siamo la terza provincia industriale d’Italia. Mi piacerebbe digli che il suo piano quinquennale mi ricorda certi piani del Comitato Centrale dell’Unione Sovietica degli anni ’60, ricordagli che il debito del Brescia con lo Stato è di 8 milioni di euro e non 14 come da lui affermato, mi piacerebbe sapere se per calcio etico lui intenda un calcio dove gli allenatori si cambiano come le mutande: praticamente ogni mattina.

Vorrei chiedergli che cosa aveva promesso a Corini quando l’ha richiamato e perchè non ha mantenuto tali promesse. Vorrei dirgli che tutti gli siamo grati perchè senza di lui non saremmo in serie A, ma ricordargli che non l’ha obbligato nessuno a comprare il Brescia e che fin dall’inizio disse, con grande ed apprezzabile sincerità, che stava qui perchè il calcio è business e Brescia era una piazza importante sotto questo punto di vista. Mi piacerebbe fargli queste e tante altre domande a Massimo Cellino, ma ho l’impressione che il mio resterà un sogno al pari della salvezza di questo Brescia.

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