Silvana Lunetta e la pienezza dell’indefinito | MOSTRAMI UNA MOSTRA/89

La mostra di Silvana Lunetta in AAB, antologica e retrospettiva, è un’occasione speciale per godere di bellezza e armonia

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Silvana Lunetta e la pienezza dell’indefinito, foto BsNews.it (Enrica Recalcati)
Enrica Recalcati, opinionista di BsNews.it
La scrittrice , opinionista di BsNews.it

di Enrica Recalcati – La mostra di Silvana Lunetta in AAB, antologica e retrospettiva, è un’occasione speciale per godere di bellezza e armonia, in un contemporaneo apparire capace di stimolare riflessioni forti e profonde.  La mostra è antologica perché offre un ampio saggio della produzione di questa artista originaria di Caltanissetta, contemporaneamente retrospettiva perché offre uno sguardo panoramico sul suo lungo lavoro creativo.

Dalle prime bellissime grafiche, alle raffinate chine e acqueforti, agli oli e acrilici, al Raku, i collage polimaterici degli ultimi anni per ritornare infine alla pittura da cavalletto. Tonalità mediterranee che ricordano la sua amata terra di origine, colori accesi e lucidi di quella natura calda e forte capace d’innamoramento.  Tre i nuclei tematici, elementi costitutivi dell’artista e della persona, della vita e dell’arte di questa donna del Sud. Il primo è la terra, che erompe in molte sue opere grafiche e pittoriche.  Il secondo è il tempo delle ere geologiche, delle vite umane, della storia, il succedersi delle stagioni.  Il terzo è il tema dell’incontro. Per Silvana Lunetta quasi una vocazione, la capacità particolare di relazionarsi con gli altri, anche con i più deboli e meno fortunati.   In particolare con i ragazzi in difficoltà a cui, da insegnante, ha mostrato per anni i linguaggi dell’arte, con i maestri e i classici che ha frequentato, con i compagni di militanza civile, con il marito- fotografo e artista a sua volta.

Silvana nasce a Caltanissetta nel 1946, curiosa adolescente, nel 1955 vince con un disegno il suo primo concorso, indetto dalla “Standa”.  Frequenta prestissimo i più importanti musei siciliani ed espone per la prima volta nel 1975.  Studia l’incisione alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia con i maestri Riccardo Licata e Nicole Sene e la ceramica a Firenze e Faenza per approfondire il Raku che esporrà con successo a Palermo nel 2008 a Palazzo Resuttano.  Conosce e si relaziona con importanti intellettuali quali Leonardo Sciascia, Jean Albert Derrien, Alfonso Campanile che le dedica una poesia, Giacomo Baragli che la presenta ad una personale a Palermo, Ignazio Buttitta che le fa una dedica molto personale sul suo libro “Io faccio il poeta”, Bernardino Giuliana che le scrive sul suo libro “Lungo il Salso” che la sua arte «..fa parlare le pietre».  Espone acqueforti nel 1983 alla “Galleria dell’incisione” a Venezia, continuando poi il suo percorso di studio e ricerca espressiva per arrivare ad un obiettivo ambito e ambizioso: quello di trasmettere messaggi legati ad sociali e politici contemporanei, creando emozioni forti, stimoli importanti perché per Silvana «l’arte è vita!».  Si reca a Parigi, Londra, Vienna, Budapest, Buenos Aires, dove espone le sue opere.  Si trasferisce a Brescia nel 2012, per motivi di famiglia, inserendosi subito in modo entusiasmante nel tessuto sociale ed artistico della città. Frequenta la “Galleria ab/arte”, tenendo lì la sua prima esposizione.  Nel 2003 riceve a Mazara del Vallo il premio “Fiori di Sicilia” patrocinato dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali e conferito ogni anno solo a personalità siciliane distintesi nell’ambito dell’arte e della cultura.

Nel 2013 a Brescia le viene assegnato il Premio Gianni Valzelli, promosso dalla Fondazione Civiltà Bresciana.  Entra a far parte dell’Associazione Artisti Bresciani (Aab) ed è selezionata dal critico d’arte Andrea Barretta per il Catalogo Mondadori dell’Arte Moderna 2017/ 2018.  Le sue opere attualmente si trovano in collezioni pubbliche e private come il Museo Civico e Museo diocesano di Caltanissetta, il Museo Civico di Cras di Spilimbergo, al Centro studi, ricerche e documentazione Gonadropoli di Godrano a Palermo.  La prima delle 37 opere esposte, ci abbraccia e ci introduce alla mostra. “Omaggio alla Sicilia”, opera del 2016, insieme a “Terra mia”, del 2008, esalta l’amore per questa regione. Un campanilismo per niente malinconico, un nostalgico apparire di colori vivi e sanguigni che trasportano il visitatore in un altrove magico e infuocato, regalando una bella emozione visiva.  Le acqueforti, le puntesecche, i disegni a china ispirati dalla natura vissuta, calpestata, vista.  Le “Pietre” del 2001 si trasformano in organi vivi e pare, a tratti, di scorgere l’anatomia di un cervello. Il Raku in vasi e formelle che parlano di terra, di mare, di vento, di fuoco, di atmosfera, come “Frammento di luna” del 1994, ai nostri occhi meteora caduta dal cielo nelle mani dell’artista.  I temi sociali, forti del suo essere donna e del percepire le tematiche importanti, in “Se non ora quando” del 2012 e “No alla violenza” del 2017.  I temi contemporanei “Sulle ali della libertà” del 2018, “Come ostaggi del domani” del 2019, “Il muro dell’intolleranza” del 2019. Stimoli nuovi attraverso un’espressione artistica particolare, personalissima. Messaggi per riempire l’infinito mistero della vita, un’arte capace di trasmettere validi spunti di riflessione.

LA SCHEDA

Silvana Lunetta e la pienezza dell’indefinito

presso la sede di Aab

Vicolo delle stelle, 4

dal martedì alla domenica

dalle 16 alle 19,30

dal 22 febbraio all’15 marzo 2020

ingresso libero

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