Testate digitali, Google sostiene gli editori di Anso

Gli associati ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – hanno la possibilità di accedere al fondo di emergenza per le piccole e medie testate digitali messo a disposizione da Google

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Marco Giovannelli, Anso

Un sostegno all’informazione digitale. Gli associati ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online, di cui fa parte anche BsNews – hanno la possibilità di accedere al fondo di emergenza per le piccole e medie testate digitali messo a disposizione da Google. Il gigante di Mountain View, attraverso il progetto Google News Initiative (GNI), ha predisposto uno strumento per sostenere quanti fanno informazione digitale per le loro piccole comunità. Le domande possono essere presentate a partire da oggi, mercoledì 15 aprile, e fino al prossimo 29 aprile.

«È un’ottima notizia per quanti, non potendo utilizzare strumenti di altra natura, si trovano ad affrontare una situazione che da emergenza sanitaria si sta trasformando in emergenza economica», osserva il presidente di ANSO, Marco Giovannelli. «È anche il riconoscimento da parte di un colosso del digitale quale è Google, dell’importante lavoro che le piccole testate locali svolgono quotidianamente offrendo un giornalismo puntuale; l’informazione di qualità, come si legge nella stessa nota di Google, oggi conta più che mai: produce notizie originali per comunità locali specifiche ed è in grado di fare la differenza quando si tratta di combattere le fake news con notizie vere».
Se l’informazione digitale ai tempi del coronavirus ha aperto e sta aprendo nuovi scenari, confermando l’importanza non solamente delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio, ma anche del digitale, l’emergenza sanitaria sta mettendo in difficoltà queste stesse piccole realtà che garantiscono questo tipo di informazione. «Le testate in questo periodo non hanno smesso di fornire i propri servizi con la consapevolezza di essere un settore strategico per il Paese», prosegue il presidente di ANSO. «Le nostre aziende editoriali sono un po’ come le Pmi della manifattura: piccole imprese composte da giornalisti, tecnici, grafici, personale amministrativo e addetti alla vendita di servizi. La fonte maggiore dei nostri ricavi proviene dalla pubblicità e con l’arrivo della pandemia tutto il mercato si è fermato. Malgrado questo abbiamo continuato e continuiamo a lavorare».

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