Perde tutto per il terremoto: il tribunale gli cancella i debiti

Dopo la tragica scossa del 2009 a L’Aquila si era trovato senza lavoro e con due figli a carico. Il tribunale – grazie all’assistenza dello studio Pagano & Partners di Brescia - lo ha “salvato” applicando la legge 3/2012

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Monica Pagano, foto da ufficio stampa

Il terremoto lo aveva letteralmente rovinato, facendogli perdere le proprietà immobiliari e portandolo in pochi anni ad accumulare ben 90.000 euro di debiti. Ma, grazie all’assistenza dello studio legale Pagano & Partners di Brescia, i giudici – applicando la cosiddetta legge Ammazza-Debiti – lo hanno “graziato”.

Protagonista della vicenda è un 40enne che vive a L’Aquila con la moglie e due figli in tenera età. Fino al 2009 l’uomo conduceva una vita assolutamente normale, mantenendosi con il suo lavoro e con gli introiti derivanti dall’affitto di alcuni immobili. Ma la tragica scossa del 6 aprile di quell’anno (che provocò oltre 300 morti e 7mila sfollati) lo ha rovinato.

I soldi dell’affitto sono venuti meno e la sua sede lavorativa è stata distrutta. L’agenzia assicurativa per cui lavorava è stata successivamente trasferita a Teramo, obbligandolo a costose trasferte senza nemmeno rimborsi spese. Nel frattempo il 40enne faticava a versare i contributi all’Inps e nel 2013 ha perso il lavoro.

“Per pagare le spese quotidiane – racconta l’avvocato Monica Pagano, che ha seguito il caso con il collega Matteo Marini – il nostro cliente aveva dovuto contrarre un primo prestito da 25.000 euro, che sono saliti fino a 90.000 dopo che altre sue esperienze lavorative si sono rivelate scarsamente redditizie.  Pur ospitato gratuitamente in un’abitazione della madre – continua la legale – il 40enne è arrivato a un passo dal baratro, con un monte debiti a cui difficilmente avrebbe potuto far fronte percependo uno stipendio di poco più di mille euro al mese e avendo due figli a carico”.

Ma – dopo essersi rivolto allo studio legale Pagano & Partners – il 40enne ha trovato la sua salvezza nella legge 3/2012. I giudici, infatti, hanno stabilito che l’uomo dovrà pagare 240 euro al mese (circa un quinto del suo attuale) per sette anni, versando così complessivamente 20.230 euro: circa un quarto del debito. Poi – rispettando la procedura – potrà ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione totale dei debiti rimanenti. E tornare a sperare nel futuro.

Ultimo aggiornamento il 12 Aprile 2022 00:28

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