No Covid, No party! Il Capodanno 2021 di Padenghe… | 🟢 BRESCIA VISTA DALLA PSICOLOGA

Un episodio assolutamente esecrabile, scandaloso, da condannare! Vediamo perché in un momento in cui è necessario rispettare delle misure e delle regole qualcuno non lo fa...

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Doriana Galderisi, opinionista BsNews

La notte è piccola
La notte è piccola per noi, troppo piccolina
C’è poco tempo per ballar e per cantar
Se il giorno è lungo da passar la notte vola
La notte è piccola per noi, troppo piccolina
Ma per chi canta come noi, insieme a noi
Per mille ore durerà un’ora sola

Gemelle Kessler

di Doriana Galdrisi* –  Cari lettori, evidentemente per qualcuno la notte è proprio piccolina, con davvero poco tempo per ballare e cantare! Immagino che qualcuno abbia già intuito a quale situazione mi sto riferendo. A quello che è accaduto nei dintorni di Brescia, in una bellissima località del nostro Lago di Garda, a Padenghe. Tutti i cittadini bresciani sono rimasti molto impressionati da quanto è successo, in un resort di lusso, nella notte di Capodanno, dove oltre un centinaio di persone attendono l’inizio dell’anno nuovo con canti, balli, brindisi, alla faccia del distanziamento sociale e delle mascherine, e alla faccia del divieto di qualsiasi festeggiamento.

Un episodio assolutamente esecrabile, scandaloso, da condannare! Vediamo perché in un momento in cui è necessario rispettare delle misure e delle regole qualcuno non lo fa.

Vedete cari lettori, gli economisti studiano l’economia per migliorare la qualità di vita delle persone; i politici si ingegnano per trovare delle situazioni che concretamente aumentino il benessere della comunità tutta; i virologi studiano il virus, il suo andamento e le sue forme per poterlo combattere. E gli psicologi cosa fanno? Gli psicologi sono gli scienziati sociali che si occupano di cercare di capire come funziona il pensiero umano, cosa succede nella mente delle persone e come si spiegano comportamenti, atteggiamenti e situazioni che spesso hanno dell’incredibile, dell’assurdo o dell’assolutamente criticabile.

Viviamo, in questa epoca Covid, continuamente in presenza di imposizioni che coinvolgono le nostre libertà personali. Sacrifichiamo queste libertà in nome di un valore importante, quello della salute collettiva che, dalla regolazione e dal contenimento dei nostri comportamenti, troverà beneficio in quanto offrirà vantaggio alla ricerca che ha bisogno di tempo per trovare le soluzioni di contrasto al virus. In questo periodo sono comparsi i primi vaccini, un punto fermo di fronteggiamento concreto del dramma sanitario in atto, ma la realtà e la fantasia sono due cose diverse e anche le vaccinazioni avranno bisogno di tempo per essere somministrate in modo adeguato a tutti.

C’è bisogno di pazienza e di temperanza da parte di tutti noi per vedere la “luce dei fari dello stadio in fondo al tunnel”.

La libertà individuale viene limitata in nome di che cosa? In nome di una coscienza morale civica. E come mai è necessario imporre delle regole? La risposta è molto semplice. Innanzitutto sarebbe difficile avere un’uniformità di comportamenti, e inoltre le regole fungono da contenimento della tendenza naturale alla trasgressione dell’essere umano.

Nonostante le indicazioni governative, è comunque difficile per tutti, ma per alcuni ancor più di altri, mantenere un comportamento consono a quanto chiede lo Stato. E allora è d’obbligo chiedersi: cosa è che rende difficile mantenere “la retta via”, senza “sbandare”, senza “andare fuori strada”, insomma cos’è che rende difficile riuscire a comportarsi bene?

In questo caso la risposta sta in un intreccio di fattori tra i quali spicca una modalità di funzionamento della nostra mente tale per cui in ognuno di noi vi sono dei meccanismi che potenzialmente sono in grado di oscurare le coscienze. Si tratta di un insieme di pensieri, idee, credenze convinzioni che rappresentano delle vere e proprie distorsioni cognitive.

Se torniamo all’episodio di Padenghe e andiamo a leggere le dichiarazioni riportate da tutte le testate giornalistiche locali e nazionali, noi troviamo una serie di “spiegazioni” molto illuminanti a riguardo di ciò che succede quando l’interruttore delle coscienze che accende la luce fa clic e quindi si posiziona su OFF mettendo fuori campo il giudizio morale e civico.

Innanzitutto gli organizzatori avevano ben chiaro che stavano organizzando una violazione della legge, tanto che hanno dichiarato di aver invitato i clienti a non postare foto e video sui social network. In questo caso è sottintesa una sorta di implicita manovra di deresponsabilizzazione: “noi l’avevamo detto, sono stati i clienti a non essere stati bravi”. Il direttore dell’albergo ha dichiarato “Era un pranzo e non era previsto che durasse fino alla sera”, come se l’assembramento di giorno fosse meno grave dell’assembramento serale. In questa frase vi è implicita una manovra di ridimensionamento della gravità dell’atto commesso.

Queste affermazioni sembrano proprio delle toppe peggiori dei buchi, tanto più che ancora si legge sui social che “non si possono contenere facilmente persone che pagano così tanto”: ma i soldi danno un diritto maggiore a trasgredire le norme? A voi la risposta. E di fatto, in un certo senso è così: a fronte di un soggiorno che costa migliaia di euro, sono 400 euro di multa un deterrente sufficiente? Ancora una volta a voi lettori la risposta.

Potremmo continuare a lungo ma queste poche annotazioni sono già sufficienti per farci capire che il nostro pensiero, se non stiamo attenti e se non rimaniamo ancorati a dei principi forti, a dei valori importanti nella vita, il nostro pensiero è intriso di giustificazioni, mette in atto tutta una serie di strategie di neutralizzazione del senso di colpa, di moralizzazione dell’atto oggetto di reato commesso, e di normalizzazione del comportamento in generali.

Chi commette una violazione della legge è portato ad addomesticare la portata antisociale e addirittura criminale che l’atto comporta. Pensieri del tipo “ero sul lastrico, non riuscivo a fare altro”, oppure “ma sì era una cosa piccola non doveva durare così tanto”, ci fanno capire come deresponsabilizzazione e ridimensionamento siano le migliori lavatrici della coscienza, con già la candeggina inclusa! La coscienza entra sporca ed esce bianca candida.

Oppure arrivano pensieri che ribaltano le responsabilità, attribuendo le colpe agli accusatori stessi, o alle vittime, come “le leggi sono troppo severe, non possiamo continuare così”, “se ci troviamo in questo stato di cose è per colpa dello Stato”.

Come scrivevamo poco fa, compito degli psicologi è quello di capire i funzionamenti individuali e collettivi, al fine di prevenire situazioni critiche e pericolose e soprattutto anticipare eventuali situazioni disadattive e comunque situazioni di rischio. Il covid-19 ha messo per la prima volta in evidenza come la politica e altre scienze necessitano di dialogare con le scienze psicologiche per trovare delle linee comuni di comunicazione, dei linguaggi condivisi, delle azioni sinergiche. Il Comune di Brescia e altri hanno dato spazio al dialogo tra istituzioni e psicologia, partendo da riflessioni scientifiche e da dati, come quanto avvenuto attorno alla pubblicazione del mio libro “Il Dopo è Ora” che dopo essere stato presentato in collaborazione con diverse amministrazioni comunali, è stata occasione dell’attivazione di un percorso con il Comune di Roncadelle dedicato ad insegnanti, genitori ed alunni dell’istituto comprensivo.

L’episodio di Padenghe ci fa riflettere anche su altri aspetti oltre alle strategie cognitive di neutralizzazione della colpa e di oscuramento delle coscienze. I dati ci vengono da molte ricerche, tra cui quella importantissima, ampia e complessa, condotta dall’università La Sapienza di Roma in collaborazione con l’università di Trieste e di Bologna.

A fronte di numerose prospettive e dati raccolti, emergono due linee molto significative. La prima è l’importanza dell’impegno morale e dell’adesione a dei codici morali nel rispetto delle norme e nella non trasgressione. La seconda è l’importanza nella fiducia negli altri per l’adesione alle norme, in modo particolare la fiducia nel Governo e nelle istituzioni. Questi dati sottolineano ancora una volta l’importanza del dialogo tra scienze diverse e il rilievo fondamentale di una comunicazione chiara, lineare e attendibile.

A proposito della fiducia negli altri voglio concludere questo articolo ricordando come Brescia è stata un esempio di reattività energica, volenterosa e coraggiosa nella massima emergenza. Brescia è una delle città epicentro del sisma covid-19. Brescia e i bresciani in generale hanno dimostrato una grande capacità di lottare e di tenere testa a questo nemico che poi tanto invisibile non è, chiamato covid-19. Così come esistono i meccanismi di cui ho parlato prima ne esiste anche un altro, l’effetto riprova sociale, ed è un meccanismo tale per cui la grande quantità di persone che si comportano bene funge da catalizzatore dei comportamenti, da modello, da esempio, e in Brescia di persone che si sono comportate bene ce ne sono e ce ne saranno tante. L’episodio di Padenghe è un episodio estremamente negativo ma nello stesso tempo circoscritto e che non rappresenta il carattere, la tempra e soprattutto la moralità bresciana.

Cari lettori, vi lascio con le parole di una bella canzone pubblicata anche nei miei podcast pubblicati su https://galderisi.opinions.today : non sopporto il capodanno degli Skiantos.

Non sopporto il capodanno
Non mi piace il carnevale
Sono triste per
Non sopporto il capodanno
Non mi piace il carnevale
Sono triste per natale

Vorrei che mi bastasse
Una casa, un tramonto
Una vacanza, un’esperienza
Anche banale
Sai, non riesco ad essere normale

Non sopravvivo ai brindisi
Ai sorrisi, alle risate
Alle stelle filanti
Ai discorsi brillanti
E neanche ai vestiti eleganti

Skiantos

CHI E’ DORIANA GALDERISI?

Doriana Galderisi è padovana d’origine e bresciana d’adozione: lavora nel campo della psicologia da più di 27 anni con uno studio in via Foscolo, a Brescia. Esperta in: Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Tipico e Atipico, Psicologia Criminale Investigativa Forense, Psicologia Giuridica, Psicologia Scolastica, Psicologia dell’Età Evolutiva, Neuropsicologia. E’ inoltre autorizzata dall’ASL di Brescia per certificazioni DSA (Disturbi specifici di Apprendimento). E’ iscritta all’Albo dei CTU, all’Albo dei Periti presso il Tribunale Ordinario di Brescia e all’Albo Esperti in Sessuologia Tipica e Atipica Centro “il Ponte” Giunti-Firenze.

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Ultimo aggiornamento il 21 Gennaio 2021 23:59

 

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