Caffaro sotto sequestro: le reazioni di politica e sindacati

Di seguito riportiamo - in forma integrale - le reazioni e i comunicati stampa arrivati in redazione sulla notizia del giorno, relativa al sequestro dello stabilimento Caffaro di via Milano

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Di seguito riportiamo – in forma integrale – le reazioni e i comunicati stampa arrivati in redazione sulla notizia del giorno, relativa al sequestro dello stabilimento Caffaro di via Milano.

+++ articolo aggiornato ore 18.03 +++

(ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE)

Sul tema del sequestro della , per la quale è stata richiesta in prima istanza la messa in sicurezza della falda, interviene l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo.

“Il sequestro del sito industriale evidenzia ulteriormente le criticità della Caffaro, Sito di interesse nazionale (Sin) quindi sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente. Problematiche che sono ben note al territorio bresciano e alla Regione, che da tempo invocano gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza necessari. Purtroppo, i ritardi e le lentezze di questi anni hanno aggravato la situazione. È tempo ora che i progetti già definiti e approvati diventino realtà”.

PRIORITARIO MANTENERE LA BARRIERA IDRAULICA – “In particolare – dichiara l’assessore all’Ambiente e Clima – come ricordato in più occasioni, Regione ritiene prioritario il mantenimento e la tenuta in esercizio della barriera idraulica, al fine della sicurezza dell’area. Ci aspettiamo innanzitutto dunque che il custode giudiziario, nominato dalla Procura della Repubblica, possa proseguire in questo intento, al fine di tutelare l’ambiente e la salute di tutti, in primo luogo dei cittadini bresciani”.

TAVOLO TECNICO GIÀ CONVOCATO PER 11 FEBBRAIO – “Regione Lombardia – fa presente Cattaneo – con Arpa sta monitorando costantemente l’evoluzione della situazione del sito industriale. A conferma di ciò, avevamo già inviato alle Istituzioni e agli Enti coinvolti la convocazione per l’11 febbraio del Tavolo tecnico, per il coordinamento dei lavori di bonifica del Sin, pur non avendo competenze dirette, ma nella funzione di supporto tecnico agli organismi coinvolti e agli Enti locali”.

OBIETTIVO: AVVIARE IN TEMPI BREVI LAVORI BONIFICA – “Il Tavolo – conferma Cattaneo – che si riunirà proprio dopodomani, giovedì, a questo punto affronterà anche le problematiche conseguenti al sequestro dell’area. Obiettivo: assicurare la continuità della barriera idraulica, unico elemento di garanzia contro la diffusione ulteriore dell’inquinamento nella falda. Nonché l’avvio nel più breve tempo possibile dei lavori di bonifica”.

IMPEDIRE IL RIPETERSI DI EPISODI ACUTI INQUINAMENTO – “Il Tavolo – conclude l’assessore all’Ambiente e Clima – dovrà inoltre verificare come evitare il ripetersi degli episodi acuti di inquinamento, come quelli rilevati nei giorni scorsi da Arpa Lombardia, avvenuti nonostante la presenza della barriera idraulica. Auspichiamo che il Ministero dell’Ambiente e il Commissario possano anticipare, anche con misure di emergenza, l’esecuzione degli interventi e garantire un’accelerazione di tutte le altre opere di bonifica dell’area”

(CONSIGLIERE REGIONALE PD)

Il sequestro di queste ore del sito della Caffaro segna un ulteriore passo avanti verso quel processo di risanamento che la città di Brescia attende da tanti anni. Il disastro ambientale perpetrato negli anni passati ed evidentemente ancora in corso, nonostante le tante denunce, è un crimine contro la salute pubblica che deve cessare il prima possibile. Perché da subito deve cominciare quella bonifica e quella conversione dell’area che aspettiamo da tempo.

Per questo chiediamo che la Regione Lombardia intensifichi la collaborazione con il Comune di Brescia e con il ministero dell’Ambiente. E ben vengano le azioni che l’assessorato regionale sta mettendo in campo. Ma voglio insistere anche sul monitoraggio. Nessuno deve abbassare la guardia perché evidentemente la vicenda è ancora terribilmente complessa e lontana dal traguardo.

FILCTEM BRESCIA – FEMCA BRESCIA – CGIL BRESCIA – CISL BRESCIA

Oggi è stato effettuato il sequestro della Caffaro Brescia s.r.l., emesso dal GIP su richiesta della Procura.
Il GIP ha ravvisato i reati di inquinamento ambientale, deposito incontrollato di rifiuti, di sversamento di acque inquinate, e quindi il reato di Disastro ambientale.
Come Organizzazioni sindacali confidiamo nell’indagine dell’Autorità competente auspicando che la stessa possa individuare tutte le eventuali responsabilità.
Come dichiarato in conferenza stampa della Procura, ci sono tuttavia attività di presidio ambientale e di sicurezza che dovranno continuare ad essere garantite, tra le quali l’emungimento dell’acqua di falda.
Per questo chiediamo di essere immediatamente coinvolti visto che i lavoratori, tutt’ora presenti, sono professionalmente preparati e pertanto a servizio delle autorità per garantire la sicurezza del sito e della collettività.
Visto che la Procura ha nominato un custode giudiziario per il sequestro che dovrà garantire la salvaguardia ambientale del sito, chiediamo che, ci sia un tavolo di confronto nel quale poter esercitare un ruolo attivo.

(CONSIGLIERE REGIONALE M5S)

La Procura della Repubblica di Brescia ha applicato misure interdittive nei confronti dei vertici di Caffaro S.r.L. con riferimento a reati di “disastro ambientale”, “inquinamento ambientale e  deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, tra cui il cromo esavalente” e disposto il sequestro preventivo dell’impresa.

Dino Alberti, Consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “C’è voluto un Ministro dell’Ambiente serio e un nuovo direttore del dipartimento di Arpa Brescia che avesse veramente a cuore la salute dei bresciani perché si arrivasse a stabilire e certificare quello che tutti vanno ripetendo da tempo: Caffaro Brescia continua ad inquinare.

Tutti sapevano, tranne il commissario straordinario del SIN, voluto dalla giunta comunale piddina e sul cui operato ho sempre avanzato riserve. Solo lui sembra non essersi accorto del disastro ambientale in corso.

La regione d’altro canto non ha mai fatto la sua parte se non le un’inutile passerella dell’Assessore Cattaneo a luglio che auspicava un esito positivo delle bonifiche. Qui nessuno ha controllato per anni. Mi auguro che le indagini vadano fino in fondo: l’inerzia delle istituzioni non ha scuse. Di cromo esavalente si muore

Mi auguro che si valutino rapidamente anche le responsabilità di chi non ha controllato”.

DONATELLA ALBINI (CONSIGLIERE COMUNALE BRESCIA, SINISTRA)

Azienda Caffaro sotto sequestro con l’accusa di inquinamento, cromo e Mercurio oltre i limiti, nominato il custode giudiziario.

E’ una notizia che fa male, fa male in primo luogo alla città che ha aperta questa ferita da tanti, troppi anni, vicinissima al suo cuore ed è lì, in mezzo alla quotidianità delle esistenze di tanti cittadini e cittadine.

Ad ora non sappiamo se la magistratura ha aperto la procedura di sequestro sulla base di dati noti da tempo o se è accaduto in questi ultimi giorni qualcosa di ancora più spaventoso del rilievo di cromo esavalente al di sopra dei limiti di norma nella falda rilevato nei mesi scorsi.

E’ un sequestro preventivo, per evitare che accada un evento se possibile ancora peggiore in termini di inquinamento?

Quindi si e’ atteso di avere dati certi, confermati e allora mi chiedo da quanto indagini più attente, oltre il costante monitoraggio, se possibile, si stanno attuando?

E’ un sequestro legato ad un accadimento recente?Quale? Quando si è verificato? Di cosa si è trattato?

Arpa,che ha il ruolo fondamentale di controllo e vigilanza sull’area,quando ha capito che cromo e mercurio stavano salendo troppo?

Ha comunicato alla regione, al commissario o direttamente alla magistratura?

Non sappiamo.

Da pochi mesi era la fine di novembre,e’ stato firmato l’accordo di programma tra Stato,regione Lombardia e comuni per realizzare gli interventi di messa in sicurezza e bonifica del SIN Caffaro,con un piano di 85 milioni di euro.

Ora si inizi, si faccia presto, con rigore metodologico e serietà scientifica, seguendo un ordine nel processo di attuazione dell’accordo, il Sindaco ne è il garante autorevole, si faccia presto.”

ANGELO CIOCCA (EUROPARLAMENTARE LEGA)

“Il sequestro eseguito dai carabinieri Forestale e disposto dal gip di Brescia Alessandra Sabatucci su richiesta del sostituto procuratore Donato Greco e dell’aggiunto Silvio Bonfigli, nasce da un’inchiesta per disastro ambientale che dimostra il continuo inquinamento con valori di  cromo esavalente e mercurio al di sopra dei parametri di legge. I magistrati hanno ricostruito che l’azienda nel cuore di Brescia inquina ancora”, così l’europarlamentare della Lega Angelo Ciocca sull’indagine che ha portato al sequestro della Caffaro di Brescia e alla nomina di un curatore. “Per i magistrati – ha proseguito Ciocca – la barriera idraulica per evitare l’inquinamento della falda evidenzia forti criticità. L’europa dovrà sollecitare Roma per individuare le reponabilità. Chi inquina paga e Brescia non può essere vittima con la Caffaro che deve pagare i costi della bonifica. L’ intervento della  Procura di Brescia dimostra che occorre lavorare per bonificare subito l’area”.

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