“Vaccini ai disabili, l’ennesimo passo falso” | E-MAIL A BSNEWS.IT

ROBERTO CAMMARATA e DONATELLA ALBINI: "La vicenda delle prenotazioni per la vaccinazione anti covid-19 per i soggetti estremamente vulnerabili e per i disabili gravi tramite la piattaforma di Regione Lombardia ci impone di intervenire nel dibattito pubblico"

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La rubrica delle lettere al direttore di BsNews.it
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Egregio Direttore,

la vicenda delle prenotazioni per la vaccinazione anti covid-19 per i soggetti estremamente vulnerabili e per i disabili gravi tramite la piattaforma di Regione Lombardia ci impone di intervenire nel dibattito pubblico con due motivazioni ugualmente stringenti: da un lato per manifestare tutto il nostro rammarico e il nostro sdegno per l’ennesimo caso di cattiva e inefficiente gestione di una delle partite più delicate di questa emergenza sanitaria, riguardante appunto i soggetti più deboli del nostro tessuto sociale; dall’altro lato per chiedere con forza, visto il nostro ruolo istituzionale, che si faccia fronte con grande celerità alla questione, risolvendola nel tempo più breve possibile.

Andiamo con ordine, i fatti: alla fine di marzo, Regione Lombardia diffonde la notizia che dal 9 aprile le persone estremamente vulnerabili non seguite direttamente da strutture ospedaliere e i disabili gravi con certificazione ex art. 3. c.3 Legge 104/1992 avrebbero potuto prenotare la vaccinazione, per loro e per i loro conviventi e caregiver, sulla nuova piattaforma digitale o tramite altri canali. Il 9 aprile iniziamo a ricevere segnalazioni circa l’impossibilità di accesso al sistema di prenotazione da parte di numerosi soggetti in possesso di tutti i requisiti, con la motivazione che il sistema non li riconosce come aventi diritto, rifiutando la richiesta e imponendo loro incredibili e inutili giri tra numeri verdi, Vax Manager e medici di famiglia, senza che nessuno riesca a trovare la chiave per garantire loro ciò gli era stato promesso: poter finalmente prenotare il vaccino. Dopo tre giorni di caos e di risposte parziali ed evasive, la situazione non è ancora stata risolta e quello che si è capito è che il sistema non era pronto, gli archivi non erano aggiornati, ma si è deciso di partire lo stesso.

Da qui le nostre amare considerazioni. Come è  possibile che dopo un anno di pandemia, a distanza di più di tre mesi dall’inizio della campagna vaccinale, dopo tutte le inefficienze e gli errori registrati sui vari fronti, ci si ritrovi ad osservare l’ennesimo passo falso, che suona come una dolorosa presa in giro dei soggetti che sarebbero dovuti essere i primi, insieme ai più anziani, a venire vaccinati ed oggi si ritrovano a dover lottare contro un sistema che li respinge non riconoscendo, insieme a un loro diritto, nemmeno la condizione di vulnerabilità che lo stesso ente (magari da numerosi anni) certifica? Non era meglio evitare di annunciare l’avvio della procedura se non si era ancora pronti, per evitare loro l’effetto muro di gomma? Ma soprattutto non c’è stato davvero modo, in tutto questo tempo, di attrezzarsi e aggiornare archivi e procedure per fare sì che con pochi click tutto funzionasse a dovere? Sembrava che il problema fosse Aria (e prima Gallera e tutti gli altri soggetti che si sono avvicendati con diversi livelli di responsabilità), ma questa vicenda dimostra che il problema è più profondo e non è solo una questione di comunicazioni sbagliate.

Chi ha a che fare con la disabilità, o in prima persona o come caregiver, sa bene che il nostro sistema sanitario regionale è carente da lungo tempo nella capacità di rispondere ai bisogni di questi soggetti. Un sistema farraginoso e poco efficiente, che fatica a volte a dare risposte adeguate anche alle esigenze più elementari, imponendo spesso iter burocratici e percorsi ad ostacoli per poter esercitare i propri diritti fondamentali. Quello che è accaduto in questi giorni è solo l’ennesima riconferma della necessità di mettere mano con decisione (non solo con una toppa sul buco delle prenotazioni del vaccino) a un settore che dovrebbe godere di ben altre attenzioni e priorità da parte delle istituzioni competenti.

Infine, la richiesta: fate presto! Risolvete la cosa in tempi non stretti, strettissimi. O aggiornando gli archivi e consentendo la prenotazione sulla piattaforma, o semplicemente consentendo a chi ne ha diritto di recarsi presso i centri vaccinali con la relativa certificazione (anche se dovrebbe bastare il codice fiscale e la tessera sanitaria!). Non per gentile concessione dopo le doverose lamentele, ma perché ne hanno diritto. Perché è più di un anno che stanno chiusi in per paura di ammalarsi e di morire, vedendosi passare avanti tutti gli altri, e quando finalmente tocca a loro si sentono pure rispondere che il sistema non riconosce la loro condizione di fragilità.

Per favore, poniamo fine a questo scempio con l’unica cosa da fare: vacciniamoli.

Roberto Cammarata  – Presidente del Consiglio Comunale

– Consigliera delegata alle politiche per la salute

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Ultimo aggiornamento il 1 Maggio 2021 05:36

 

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