Offese via web a Regasto durante le elezioni universitarie del 2016, condannato l’autore

L'autore dei commenti aveva preso di mira il professor Regasto con espressioni ingiuriose e diffamatorie, che chiamavano in causa anche la sua terra d'origine (la Calabria) accostandola insensatamente a un Paese africano

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Dopo cinque anni si è conclusa con una condanna la vicenda legale per le offese che un utente del web aveva pubblicato contro professor Saverio Regasto, docente alla Facoltà di Giurisprudenza e allora – era il 2016 – candidato alla carica di magnifico rettore dell’università di Brescia.

A sottolinearlo è un comunicato dello stesso Regasto, già ripreso da diversi media. L’imputato – un giovane, autore di alcuni commenti tra le centinaia pubblicati sul nostro sito in calce a un articolo sull’argomento (BsNews.it, che allora era pubblicato da un altro editore e aveva un altro direttore, non era comunque parte in causa della vicenda processuale) – aveva preso di mira il professor Regasto con espressioni ingiuriose e diffamatorie, che chiamavano in causa anche la sua terra d’origine (la Calabria) accostandola insensatamente a un Paese africano.

L’autore – poi individuato dalla Polizia postale – è stato condannato a un risarcimento (4mila euro) e al pagamento delle spese legali. Ha ottenuto la messa alla prova con la sospensione del procedimento, 100 ore di lavoro socialmente utile presso il Comune di residenza e l’obbligo di redarre una lettera pubblica di scuse.

“Quando penso ai continui riferimenti alla Calabria e alle sue città – scrive Regasto citando le offese – non posso non ricordare che quella è la terra della Scuola Pitagorica, di Tommaso Campanella, di Bernardino Telesio, di Corrado Alvaro, di Renato Dulbecco e di due giuristi illustri come Costantino Mortati e Stefano Rodotà. Mi rifiuto di accettare certi stereotipi in particolare quando sono il frutto del pregiudizio e dell’ignoranza”.

“Nessuno – spiega ancora Regasto riferendosi invece alla vicenda elettorale dell’ateneo – potrà convincermi che tali episodi non abbiano influito, a mio danno, sull’esito finale. Considerate, poi, tutte le vicende successive, culminate con le mie dimissioni da Direttore di Dipartimento e con la più recente instaurazione nei miei confronti di un procedimento disciplinare del tutto privo di fondamento (poi archiviato grazie alla saggezza e all’autonomia dimostrati dal Collegio di Disciplina), ne ho dedotto che la mia candidatura a Rettore (…) deve aver sorpreso e infastidito molte persone”.

“Spero sinceramente – conclude Regasto – che, a prescindere dalla mia presenza o meno, la prossima campagna elettorale non sia avvelenata come quella che ho dovuto vivere, mio malgrado, io: sarebbe davvero troppo per l’Università e per la Città”.

 

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