🔴 Leno, denunciato dai Carabinieri finto medico: in realtà faceva l’operaio

Quando i militari sono entrati in casa sua hanno trovato (e sequestrato) oltre 200 confezioni di medicinali, molti dei quali non autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e, soprattutto, strumenti di lavoro tipici del medico (stetoscopio, otoscopio, misuratori di pressione, deflussori per flebo, siringhe ed aghi).

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Operaio-medico, elaborazione grafica BsNews.it su immagini Pixabay

Di professione faceva l’operaio, ma si spacciava per medico. E’ per questo che i carabinieri di Brescia hanno denunciato un cittadino indiano residente a Leno. E non era la prima volta.

Di certo della sua “passione” l’uomo aveva fatto un secondo lavoro ben ritribuito. Tant’è che quando i militari sono entrati in casa sua hanno trovato (e sequestrato) oltre 200 confezioni di medicinali, molti dei quali non autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e, soprattutto, strumenti di lavoro tipici del medico (stetoscopio, otoscopio, misuratori di pressione, deflussori per flebo, siringhe ed aghi).

Le indagini hanno preso il via qualche mese fa, quando un connazionale del finto medico ha varcato la porta degli uffici del Nas di Brescia per raccontare la sua vicenda. A causa di una malattia della pelle – aveva raccontato ai Carabinieri – era entrato in contatto, per il tramite di conoscenze comuni, con un connazionale presentatogli come un medico esperto. L’operaio-medico, dopo averlo visitato e senza pronunciarsi in merito alla patologia del paziente, in tre circostanze gli aveva personalmente praticato, al prezzo di 150 euro a prestazione, alcune iniezioni di un mix di medicinali. La “terapia” aveva soltanto dato un sollievo immediato e temporaneo. A distanza di qualche giorno, infatti, i sintomi dell’infezione erano tornati a manifestarsi in maniera più forte e diffusa. Un problema che aveva indotto il malcapitato a confrontarsi con un dermatologo, vero in questo caso, che, prescritti degli esami, aveva finalmente individuato la causa del malessere e prescritto la sua giusta cura.

È stata l’intuizione di un esperto militare del reparto a consentire l’identificazione del medico fasullo. L’uomo si era infatti mosso in maniera accorta: aveva visitato sempre “a domicilio” il suo “paziente”, al quale aveva lasciato un recapito telefonico che gli accertamenti, però, collegavano ad un’altra persona, apparentemente estranea ai fatti. L’impostore era però già incappato in una denuncia per esercizio abusivo della professione qualche anno fa. A scovarlo, anche quella volta, erano stati i Carabinieri del NAS. Uno di questi si è ricordato di lui. La vittima, quando ha visto la sua foto, non ha avuto dubbi. La perquisizione ha fatto il resto.

“L’indiano – informa una nota dell’Arma – è stato denunciato, ancora una volta, per esercizio abusivo di una professione e per importazione illecita di farmaci. In merito alla condotta tenuta nei confronti del connazionale, potrà essere chiamato a rispondere, anche, di somministrazione di medicinali imperfetti e di lesioni colpose. L’analisi del contenuto del suo cellulare, che gli investigatori hanno sequestrato, chiarirà le dimensioni della sua illecita attività”.


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