🟢 Natale, Confartigianato: i bresciani spenderanno 305 milioni per l’enogastronomia locale

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panettone - generico- pixabay
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La Lombardia è la regione dove si spenderà di più per metter sotto l’albero prodotti di artigianato, mentre la nostra provincia sarà la 5a in assoluto dopo Roma, Milano, Napoli e Torino con 464 milioni di spesa (il 2% totale nazionale). Dati che emergono dall’ultima elaborazione dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese che ha preso a riferimento la spesa relativa ai regali di Natale 2022, rappresentata dai prodotti alimentari, le bevande e i prodotti maggiormente realizzati da imprese artigiane, includendo tra i servizi, quelli della cura della persona. Numeri in linea con la spesa dello scorso anno (erano 468 milioni) e superiori alle precedenti rilevazioni pre pandemia.

«Voglia di artigianato locale sotto l’albero: pasticceria, salumi, bevande e dolci della ricorrenza, ma anche artigianato artistico, cosmetica, benessere, moda, arredo e tanto altro. Si bada alle spese, soprattutto quest’anno, ma quando si sceglie lo si fa con un occhio di riguardo verso i prodotti locali, tipici e artigianali. Specie per quelli natalizi perché c’è più consapevolezza nelle scelte degli acquisti. L’enogastronomia, in particolare, si è affermata negli anni sia sulle tavole dei bresciani, sia conquistando una sempre più grande fetta di mercato italiano ed estero. Paga la qualità e l’artigianalità, sinonimo di ricercatezza e non solo di tradizione» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti sui dati diffusi oggi sul consumo di prodotti artigianali nel periodo natalizio.

La spesa per acquisti di Natale per territorio – In testa la regione Lombardia con 3.847 milioni di euro (16,9% del totale), segue il Lazio con 2.342 milioni (10,3%), il Veneto con 1.921 milioni (8,5%), la Campania con 1.871 milioni (8,1%), l’Emilia-Romagna con 1.843 milioni (8,2%), la Sicilia con 1.786 milioni (7,4%), il Piemonte con 1.686 milioni (7,9%), la Toscana con 1.448 milioni (6,4%) e la Puglia con 1.300 milioni (5,7%).

A livello provinciale si superano i 300 milioni di euro in 20 province che insieme rappresentano quasi la metà (48,4%) del totale: Roma con 1.761 milioni di euro (7,7% del totale), Milano con 1.343 milioni (5,9%), Napoli con 960 milioni (4,2%), Torino con 885 milioni (3,9%), Brescia con 464 milioni (2,0%), Bologna con 447 milioni (2,0%), Palermo con 439 milioni (1,8%), Bergamo con 401 milioni (1,9%), Bari con 401 milioni (1,8%), Firenze con 397 milioni (1,7%), Catania con 385 milioni (1,7%), Salerno con 371 milioni (1,6%), Padova con 364 milioni (1,6%), Verona con 364 milioni (1,6%).

IMPRESE E ADDETTI – Sono 304.824 le imprese artigiane operanti in 47 settori in cui si realizzano prodotti artigianali e si offrono servizi di qualità che possono essere regalati in occasione del Natale, pari al 30,6% delle imprese artigiane italiane: queste imprese danno lavoro a 907.358 addetti cioè ad un terzo (34,8%) degli addetti dell’artigianato nazionale.

Nella sola provincia di Brescia sono 7.335 le imprese artigiane (il 26,6% sul totale dell’artigianato) e 24.556 gli addetti nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale. 1.402 di queste specificatamente attive nell’alimentare, nel food and beverage e nei servizi alla ristorazione a Brescia.

Tradizionalmente gli acquisti legati alle festività registrano abitualmente un valore delle vendite superiore del 25,5% rispetto alla media mensile annuale. La maggiore spesa prevista per il mese di dicembre, sostenuta anche dal pagamento delle tredicesime, sarà però in parte condizionata quest’anno dal caro bollette. Ciononostante gli indicatori colgono segnali di tenuta: a novembre 2022 il clima di fiducia presenta una dinamica positiva sia di consumatori che delle imprese, la spesa delle famiglie è salita nel terzo trimestre del 2,2% rispetto al trimestre precedente.

«Scegliere prodotti e servizi realizzati da imprese artigiane e micro piccole imprese locali vuol dire sostenere non solo l’impresa, l’imprenditore, i suoi dipendenti, e quindi le loro famiglie, ma anche contribuire alla trasmissione della cultura nel sapere artigiano nonché al benessere della comunità. Artigianalità basata sul valore del lavoro, ascolto del cliente e personalizzazione del prodotto, alta qualità delle materie prime e dei prodotti realizzati, cultura secolare della manifattura artistica e della rielaborazione dei materiali, prodotti ad alta creatività, innovazione e originalità, con lavorazioni a regola d’arte, che significa soprattutto remunerazione del lavoro sul territorio e gettito fiscale in Italia, necessario per garantire il sistema di welfare» conclude il presidente Eugenio Massetti.

“Il made in Brescia” cresce nell’export – Favorito dalle eccellenze del food “made in Lombardia” – dove l’export può contare su un’offerta eno gastronomica di assoluta eccellenza con la nostra regione che vanta 34 prodotti agroalimentari di qualità – 14 I.G.P. e 20 D.O.P. – e rappresentano il 4,8% dei 319 censiti a livello nazionale e che posizionano la nostra regione 3^ in classifica dopo Emilia Romagna con 43 prodotti agroalimentari di qualità e Veneto con 36 prodotti agroalimentari di qualità. Ed anche se è il manifatturiero a trainare l’export bresciano, alimentare e bevande rappresentano il 3,6% del totale, con 733 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, in crescita rispetto al periodo pre covid (2019) del 1,5%.


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