🔴 Presunti maltrattamenti sulle giovani ginnaste, palestre vietate per l’allenatrice bresciana

L'indagine era partita nel settembre dello scorso anno in seguito alle "confidenze" di una madre " in merito a presunte condotte illecite dell’allenatrice di un’Accademia per atlete di ginnastica ritmica, affiliata alla Federazione Ginnastica d’Italia" verso le figlie e altre giovani ginnaste di età compresa tra i 10 e i 14 anni

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Ginnastica ritmica, elaborazione grafica BsNews su immagine Pixabay, immagine d'archivio (non si riferisce direttamente ai fatti citati dall'articolo a cui è abbinata)

“Il Giudice ha emesso a carico dell’indagata un’ordinanza cautelare interdittiva, applicativa del divieto temporaneo di esercitare la professione di allenatrice sull’intero territorio nazionale per un anno”. Non potrà più entrare nelle palestre d’Italia per un anno l’allenatrice bresciana di ginnastica ritmica indagata per maltrattamenti aggravati nei confronti di giovani alunne, episodi che sarebbero avvenuti dal 2017 fino a oggi.

A darne notizia è la Polizia, che ha dato esecuzione oggi a un’ordinanza interdittiva emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Brescia nei confronti di una istruttrice federale.

L’indagine era partita nel settembre dello scorso anno in seguito alle “confidenze” di una madre “in merito a presunte condotte illecite dell’allenatrice di un’Accademia per atlete di ginnastica ritmica, affiliata alla Federazione Ginnastica d’Italia” verso le figlie e altre giovani ginnaste di età compresa tra i 10 e i 14 anni.

Erano quindi partite le indagini, ascoltando circa 25 persone tra vittime, testimoni, genitori delle ginnaste, colleghi dell’indagata, psicologi cui si erano rivolte talune atlete, nonché gli stessi vertici della Federazione nazionale. Successivamente, quindi, era stata effettuata l’analisi dei cellulari e dei computer, da cui erano emerse chat “parlanti”.

“Secondo la valutazione espressa nell’ordinanza interdittiva – informa la Questura – gli elementi raccolti avrebbero confermato il quadro indiziario e spiegato la ragione per la quale le giovani ginnaste avrebbero abbandonato l’Accademia anche a fronte di prospettive di grande successo sportivo, persino in campo internazionale”.

Le indagini hanno portato a contestare all’istruttrice presunte illecite condotte nei confronti di otto ragazze minorenni. “Il Giudice – precisa la nota – ha ipotizzato i reati di maltrattamenti (aggravati dalla minore età delle vittime), in un contesto parafamiliare come quello di una scuola sportiva in cui le minori erano affidate all’istruttrice per ragioni di educazione, sportiva ma anche scolastica, trattandosi di un centro semiresidenziale nel cui ambito le giovani atlete trascorrevano l’intera giornata tra allenamenti ed impegni di istruzione, dalle otto del mattino fino a tarda sera”.

Le indagini sono tuttora in corso e proseguiranno al fine di accertare il coinvolgimento di altri minori e approfondire la dimensione del fenomeno, di cui ha parlato anche la più celebre ginnasta bresciana, Vanessa Ferrari, in un’intervista.


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