Cari bresciani, non vergognatevi dell’utopia | di Sandro Belli

"Ricordatevi che l'Utopia scuote la politica, muove le incrostazioni di vetuste gestioni incancrenite, stimola i mediocri e gli sciocchi e scatena innovazioni"

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Sandro Belli, imprenditore e opinionista di BsNews.it
Sandro Belli, imprenditore e opinionista di BsNews.it

di Sandro Belli* – I ricercatori bresciani, ancora per qualche giorno in terra indiana, chiedono un ultimo incontro con il saggio. Nella visita precedente non avevano notato la scritta sul lato dell’ingresso “per conoscere ciò che pochi conoscono, bisogna andare dove pochi vanno: “una forte incitazione al coraggio, al pensare fuori dal coro, ad azzardare senza timore nell’esplorazione di nuove realtà. “Samadhi – disse il più anziano ricercatore – dacci il tuo ultimo consiglio. Spesso ci accusano di essere troppo astratti e altrettanto spesso ci  scherniscono dicendo che siamo troppo concreti e sempliciotti. Tu che dici?”.

Il saggio, con sguardo limpido e sorridente risponde: “Tutti coloro che non sono capaci a uscire dal proprio guscio, vi diranno sempre che siete dei sognatori, degli utopisti, chi invece non accetta prospettive diverse dalle proprie vi dirà sempre che siete vaghi. Ma ricordate: il mondo si costruisce sulla concretezza, ma viene spinto dall’Utopia  e verrà salvato dalla Bellezza!”.

Voi, che vedo preoccupati per la vostra terra, che non osate prospettare un futuro per la vostra città, provate a spingervi nel futuro, non vergognatevi dell’utopia. Che sarà la vostra città nel 2030? E sopratutto come vorreste che fosse? Se nessuno la immagina, se nessuno osa volerla, sarà una città spenta, inospitale, se invece con il coraggio dell’Utopia e la forza della volontà provaste a lanciare proposte, idee, progetti, tutto sarà  più facile. L’Utopia scava lentamente e, se ben sorretta, diviene gradualmente realtà…  e poi, lentamente Bellezza.

Ricordatevi che l’Utopia scuote la politica, muove le incrostazioni di vetuste gestioni incancrenite, stimola i mediocri e gli sciocchi e scatena innovazioni.

I ricercatori nei due giorni di viaggio per il ritorno in patria, non fecero altro che parlare della propria città, interrogandosi su vari aspetti, chiedendosi quali cose viste nel loro lungo peregrinare in luoghi diversi, fra campagne e metropoli antiche e moderne, potesse essere applicabile al futuro bresciano. Forse alcune  straordinarie innovazioni urbanistiche viste in Singapore, il Museo del Futuro di Dubai, le ovovie cittadine cinesi, o il mega edificio/filtro di tungsteno per la depurazione dell’ aria… Sogni o progetti?

Al loro arrivo a Brescia, tutti insieme con convinzione e coraggio scrissero un testo ricco di schemi, disegni, fotografie.

  • Impreditore

SAMADHI E LA BELLEZZA

SAMADHI E LA FELICITA’

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  1. Samadhi e la Bellezza
    Samadhi e la Felicità
    Samadhi e l’Utopia

    Così si conclude un breve percorso col saggio di Benares

  2. Molti fatti ma pochissime utopie …..cioè un eccesso di interventi senza un pensiero guida che li metta in ordine e in logica sequenza…un arruffamento di ” fare senza pensare “, un eccesso di azioni per farsi vedere, per essere politicamente presenti, ma una carenza di competenza e di prospettive, un continuo dire che ‘ ci si deve mettere d’accordo sul programma’, senza pensare che prima del programma ci sono i valori comuni, un pensare serio e meditato, una “utopia condivisa ” per la quale si è disposti a lottare….il solo accordarsi su un programma è un imbroglio da truffatori, da deteriori partitocratici.

    questa è la politica bastarda di oggi ! !

  3. Confermo che ” il buon Belli ” va da anni a esprimere, scrivere, raccontare le proprie idee sulla Bellezza, la Felicità e l’Utopia a tutti, molto prima di Del Bono e continuerà anche dopo Del Bono. Non so dire quanti e quanto le abbiano ascoltate, ma non mi stanco

    • Pensavo invece che fatta una buona analisi, definiti degli obiettivi realistici e misurabili, scelte le adeguate strategie, si dovesse poi passare all’azione ed alla misurazione dei risultati raggiunti. Troppo rigore e troppa realistica managerialità non servono evidentemente nella gestione della cosa pubblica: devo ricredermi sul valore delle competenze, che pure proprio Belli evoca un giorno sì e l’altro pure ? E’ meglio viaggiare tra sogni ed utopia sperando che ogni tanto qualcosa si realizzi “per caso” ?

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