Il trenino del Castello? Non è un gioco – MOSTRAMI UNA MOSTRA/27

«Il fermodellismo non è un gioco, ma piuttosto la serena applicazione di una disciplina che nasce sul terreno di lavoro…” parole di Bruno Boni, Sindaco di Brescia, dette ai partecipanti al XXII Congresso Nazionale della FIMF nel giugno del 1973

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Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it
Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it

di Enrica Recalcati – “Il fermodellismo non è un gioco, ma piuttosto la serena applicazione di una disciplina che nasce sul terreno di lavoro…” parole di Bruno Boni, Sindaco di Brescia, dette ai partecipanti al XXII Congresso Nazionale della FIMF nel giugno del 1973.

Rieccoci e, come promesso, dopo la pausa estiva chiacchieriamo di treni.

Treni storici, plastici e di una passione “senza freni” che ha portato alcuni bresciani a fondare e mantenere, con sacrifici e dedizione, il Club Fermodellistico.

Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it
Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it

Il nostro viaggio inizia nel grande piazzale del Castello, a pochi metri dall’ingresso dove dà il benvenuto a tutti i visitatori una vera locomotiva a vapore, la famosa Numero 1 della Ferrovia Brescia-Edolo, posta in questa sede dal CFB nel 1961 come monumento in occasione della fine della trazione a vapore su questa linea. La locomotiva rappresenta il primo esempio di monumento ferroviario in Italia.  Il suo trasporto e relativa collocazione nel piazzale del Cidneo, eseguito con maestria dalla ditta Besenzoni, fu un vero miracolo.

Da allora la locomotiva è rimasta esposta per tutti i visitatori del Castello, curata, recentemente restaurata, caratterizza il piazzale.

Una curiosità che dovete sapere, il suo vero nome, inciso su di una targa esposta ai suoi piedi: “Prigioniera del Falco d’Italia”. Perché?

Perché il Castello eretto sul colle Cidneo, a guardia della città, era soprannominato “Falco d’Italia”, per la sua posizione dominante.  Sulla base di tale denominazione l’allora senatore bresciano Albino Donati, interessatosi al buon fine dell’operazione, battezzò la locomotiva “Prigioniera”, per le enormi difficoltà incontrate durante la sua sistemazione e che sicuramente avrebbero dissuaso chiunque dal proposito di rimuovere la macchina dal suo sito, all’interno del maniero.  Salendo un poco, dopo il primo tornante nella sala del “Piccolo Miglio”, oltre il pesante portone, si apre ai nostri occhi una vera meraviglia.   Un plastico di 60 metri quadrati, oltre 18 treni in movimento contemporaneamente su 8 linee.  Scalo merci, paesaggi curatissimi, in un contesto altamente tecnologico e, grazie alla volontà e capacità dei soci del CFB, recentemente passato al digitale. Una storia lunga e travagliata quella dei trenini, me la racconta il Presidente del CFB Enrico Maggini e non posso far a meno di apprezzare la sincera passione e l’enfasi nelle sue parole.

Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it
Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it

Il Club di Brescia nasce nel 1957 e oggi conta una sessantina di soci.

Il 21 Dicembre 1969, con la classica cerimonia del taglio del nastro, il Club consegnava a tutta la cittadinanza bresciana quello che allora era il più grande plastico ferroviario aperto al pubblico di tutta Europa.

Da allora ogni Domenica è possibile visitare gratuitamente il plastico.  Costruito in scala HO, ha subìto notevoli cambiamenti sia per quel che riguarda la parte paesaggistica (migliorata e rinfrescata di recente), sia per quel che riguarda la parte elettrica, con un sostanziale miglioramento ed ammodernamento degli automatismi nei quali sta sempre più prendendo piede l’elettronica.  Così, con i rumori tipici di una vera ferrovia, lo scambio d’informazioni da un mini treno all’altro e lo sfondo di colline e città, sembra di osservare una Lilliput ferroviaria.  Cinque la stazioni funzionanti: Ulmanova, Zeven, S.Nazaro, Dubino, Lagosecco.  Su tre lati del salone, lungo le pareti perimetrali, si possono osservare, nelle vetrine ricavate dai finestrini di vecchie carrozze, collezioni di modelli autocostruiti, fuori commercio e molto preziosi.

Fra questi alcuni hanno una storia cinematografica.  Alla fine degli anni ’60 fu girato a Brescia il film su “Paolina Borghese” che comprendeva, tra i vari soggetti ed ambienti, la partenza dei protagonisti su un convoglio ferroviario.  Le finte carrozze utilizzate per le riprese, senza l’intervento del CFB e del sindaco di Brescia Bruno Boni, sarebbero state distrutte.  Oltre alle vetrine e ai diorama a vario tema: “Alpinia”, “Lago d’Iseo”, “Franciacorta”, “Valle Camonica”, “Mandolossa”, entrando possiamo notare a sinistra, la riproduzione della cabina di guida di una macchina a vapore, con il portello del forno per l’introduzione del “combustibile”: una piccola offerta per il mantenimento del museo, e l’idea davvero mi piace e mi fa sorridere di ammirazione.

La sala adiacente alla sede del Club ospita il plastico più antico d’Italia, testimone di una storia a dir poco rocambolesca.  Nasce nel dopoguerra a Bergamo, opera dell’ing. Mario Boccalari che lo costruisce, con l’aiuto di tecnici e familiari, nello scantinato della sua villa padronale “Villa D’Almè”, con uno strepitoso risultato, da record.  Il plastico occupa circa 42 metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei binari pari a 247 metri, con 96 scambi elettrici, una cosa rara a quel tempo.

Una parte del plastico rappresenta un paesaggio invernale, l’altra spiccatamente verdeggiante.  Nel 1964, a causa del suo pensionamento, l’ing. Boccalari deve cambiare abitazione per spostarsi in una casa più piccola e lì appunto nasce il dilemma: dove portare il ricco diorama e i trenini, per non dover distruggere tutte quelle ore di lavoro?

Boccalari scrive al CFB e con l’aiuto del Sindaco Boni e del tenore Bechi riesce a far trasferire il plastico a Brescia.

Un pezzo più unico che raro e invidiato all’estero, in particolare dalla Germania, dove il fermodellismo è una realtà importante.

Questo plastico ha già subito restauri e, a causa degli anni, non può essere trasferito in altro luogo, per cui bisognerebbe risanare e rendere più agibile il posto dove ora è collocato.

Speriamo che l’aiuto tanto atteso arrivi, magari in occasione del festeggiamento del 60° anniversario della fondazione.

Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it
Il trenino del Castello di Brescia, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it

Infatti il Club Fermodellistico Bresciano organizza una Rassegna di Modellismo il 23 – 24 Settembre 2017 presso il Museo della Mille Miglia in Viale della Bornata, 123 a Brescia.  Tutti i dettagli relativi alla programmazione e all’organizzazione dell’evento sono disponibili sul nuovo sito www.sessantacfbbrescia.org.

I soci del CFB sono sempre stati molto attivi e appassionati, con spirito altruista, convinti che Brescia meriti questo gioiello che fa invidia a molti, in Italia e all’estero, tanto da aver affrontato negli anni ’70 le selettive prove del “Rischiatutto” per poter finanziare i progetti.

Vorrei in ultimo ricordare la Sig.ra Dada Bruneri, proprietaria dell’omonimo negozio di giocattoli e modellismo, che tanto fece per questa realtà e ringraziare il Presidente Enrico Maggini e il socio Giorgio Morocutti per la cortese accoglienza e l’esaustivo racconto.

Il plastico è aperto a tutti gratuitamente, la domenica pomeriggio.

Per informazioni telefonare al 3400775559.

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LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI DELLA RUBRICA, DEDICATE ALLE MOSTRE PERMANENTI E TEMPORANEE DI BRESCIA E PROVINCIA

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