Pd, troppi aspiranti per soli cinque posti “sicuri” tra Roma e Milano

Tra Roma e Milano, comunque, gli aspiranti sono numerosi e per ora la certezza è una sola: più d'uno, tra i big del partito, stavolta rimarrà senza sedia

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Alfredo Bazoli
Alfredo Bazoli

Acque agitate, anche nel Partito democratico bresciano, in vista delle elezioni politiche e regionali del 4 marzo. Dopo la riunione infuocata del Pd camuno, in cui la valle ha deciso di puntare tutto sull’ex sindaco di Ponte di Legno Mario Bezzi, relegando in seconda posizione la deputata uscente Marina Berlighieri, infatti, la schiera di coloro che puntano a un posto di rilievo si è addirittura allargata.

In pole per Roma – secondo i rumors interni al partito – rimane il deputato Alfredo Bazoli, mentre gli altri uscenti – tra padrini politici, questione di genere e sostegno locale – si giocheranno gli altri due posti utili da capolista (uno solo se dai vertici nazionali del partito dovessero arrivare nomi imposti provenienti da altri territori). Guido Galperti punta infatti alla conferma in Senato, mentre Miriam Cominelli (sinistra interna) e la Berlinghieri (vicina a Franceschini) cercheranno il rinnovo alla Camera. Con Antonio Vivenzi al lavoro per far valere la propria vicinanza a Renzi per inserirsi nella partita.

Per quanto riguarda le regionali, invece, i due nomi forti sembrano essere quelli dell’uscente Gianantonio Girelli e – pare – di Michele Orlando, che potrebbe godere del sostegno di una vasta parte dell’area ex Ds. Ma non è escluso che qualche candidatura territoriale possa scompagnare i giochi, come era avvenuto nella scorsa tornata con il camuno Corrado Tomasi, che – a sorpresa – aveva conquistato il secondo posto utile al Pirellone a suon di preferenze.

Tra Roma e Milano, comunque, gli aspiranti sono numerosi e le prossime ore potrebbero determinare nuovi cambiamenti. Per adesso la certezza è una sola: più d’uno, tra i big del partito, stavolta rimarrà senza sedia.

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