Bimbo suicida a otto anni, spostiamo lo sguardo | di Donatella Albini

Voglio restituirvi questo mio pensiero, che viene da una tristezza profonda che, attraverso voi, ha fatto irruzione nella mia vita

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Donatella Albini, medico e consigliere comunale di Brescia
Donatella Albini, medico e consigliere comunale di Brescia

di Donatella Albini – Un bambino di 8 anni che decide di uscire dalla vita, nella sua casa, poco lontano da Brescia. Una giovanissima donna di 17 anni che partorisce, sola, nella sua casa, poco lontano da Mantova, la sua bambina muore e lei ha una grave emorragia, ora non può più nascondersi.

Il bambino e la giovane donna persi nel loro dolore, nella loro paura, soli, tremendamente soli, mentre fuori impazza il rumore, indistinto ed assordante, dell’eccesso di parole, della negazione, della comunicazione, del riconoscimento del senso delle reciproche esistenze, che portano alla mancanza del gesto umano, tremendamente umano del muoversi uno incontro all’altro con la gentilezza del prendersi cura.

Piccolo bimbo, giovane donna sento di chiedervi scusa  perché questo mondo, di cui tutti e tutte noi portiamo la responsabilità, non vi ha accolto, con il rispetto e l’amore dovuto ai vostri desideri e ai vostri sogni, non vi ha consegnato strumenti per guadagnarvi la vostra libertà, non vi ha protetto dalla violenza delle parole, non ha avuto cura di voi.

Com’erano i vostri pensieri, dove volava la vostra fantasia? O negli ultimi mesi e giorni e ore l’avevate persa la fantasia, cancellata da una solitudine nera, paurosa.

Avere cura vuole dire sapere comporre la trama leggera e resistente delle relazioni, dove ritrovano luogo e senso la responsabilità, il limite, la fragilità.

La fragilità e il dolore che non hanno parole, che sbucano da uno sguardo spaventato, da un corpo che non sa più muoversi in un mondo che non conosce e che non lo riconosce.

Voglio restituirvi questo mio pensiero, che viene da una tristezza profonda che, attraverso voi, ha fatto irruzione nella mia vita.

E chiedo che per un giorno, in segno di rispetto per quel piccolo uomo e quella giovane donna la politica, quella che deve tutelare e difendere le vite, non le non vite, dei più fragili e preziosi tra gli uomini e le donne, primi i bambini e le bambine, sposti lo sguardo, spenga i microfoni e le luci della campagna elettorale e pensi a ciò che non ha fatto e a ciò che deve ora fare.”

* Consigliere comunale in Loggia “Al Lavoro con Brescia”

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  1. Mi sembrano parole uscite dalla bocca di un vescovo o di un cardinale. Se invece ognuno di noi, in silenzio e senza proclami pubblici, comincerebbe ad accorgersi della richiesta di aiuto materiale e morale di chi ci sta intorno, e se ne facesse carico, con le proprie sostanze e con la propria umiltà e sensibilità, tante brutte situazioni non ci sarebbero. L’armonia familiare e vicinora sarebbe più diffusa e, come goccia su goccia, avremmo una società migliore, non crede sig.ra Albini?

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