Cidneon: la festa delle luci chiude in grande a 273.541 visitatori

Un dato - che conferma la tendenza dei primi giorni - molto superiore a quello dell'anno precedente, quando si era arrivati intorno ai 200mila

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L'edizione 2018 di Cidneon, foto di Rolando Giambelli
L'edizione 2018 di Cidneon, foto di Rolando Giambelli

Chiude con numeri da record l’edizione 2018 di Cidneon. A visitare il festival delle luci del castello di Brescia, infatti, sono stati in 273.541. Un dato – che conferma la tendenza dei primi giorni – molto superiore a quello dell’anno precedente, quando si era arrivati intorno ai 200mila.

Molti, poi, sono i bresciani rimasti fuori nel timore di code chilometriche. Anche se le chiavette salta-coda da otto euro sono andate letteralmente a ruba.

Un successo annunciato, quello della seconda edizione del festival delle luci, che ora obbliga a puntare ancora più in alto per l’edizione numero tre: l’appuntamento è nel 2019.

IL TAGLIO DELLA TORTA PER FESTEGGIARE CIDNEON

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  1. Al bagno di folla si cercherà di aggiungere un bagno di arte e/o cultura. Poi si esaminerà ciò che dovrà rimanere ( ad es. impianti tecnici, percorsi sistemati, istallazioni di pregio ) e ciò che verrà smontato per altro destino. Gli ‘Amici del Cidneo’ continueranno a collaborare e a dare suggerimenti.

  2. Dopo il Festival delle Luci si potrebbe già pensare al Festival delle Ombre, quelle cinesi. Così ci prepariamo ad accogliere, in vista del 2030, i nostri nuovi padroni, quelli che pezzo a pezzo si stanno già appropriando delle nostre attività commerciali e industriali, della finanza e delle società sportive. Clamorosamente, ci stanno pure rosicchiando tasselli di cultura, nell’arte e nella musica e persino nella liuteria (violini venduti e firmati a Cremona arrivano purtroppo già preassemblati dalla Cina !). Alla fine, andremo al Frate o alla Grotta a mangiare i nidi di rondine o gli involtini primavera anzichè le salamine e i fagioli con le cipolle…

    • Grande cosa la globalizzazione…. Porterà benessere e vantaggi a tutti. L’europa federata, gli stati uniti d’europa come prodi li definiva ai tempi dell’euro e come oggi li intendono i seguaci della bonino, porterà inoltre alla redistribuzione della ricchezza. Come mi hanno spiegato alcuni seguaci della radicale, se una badante vive con 900,00 euro al mese, perché non potremmo farlo anche noi? Togliamoci quindi il superfluo perchè è un furto e distribuiamolo a chi non ha, continuando anche a predicare che siamo pochi, che le nascite non ci sono (loro favorevoli all’aborto), e che quindi abbiamo bisogno di stranieri….

  3. Festival delle luci o delle ombre o della globalizzazione…purché, come i due festival fatti, anche per il futuro, anzi sempre più, abbiano il Cidneo, Brescia, i suoi artisti del 500 o di oggi, la nostra storia come elementi base. Siano cioè in sintonia con’ Brescia città grande ‘

    • Appunto, di storia di brescia, in questa festa delle luci/ombre non c’è proprio nulla. Avanti quindi con la globalizzazione o la modernità o le avanguardie da brescia 2030 e ci troveremo al ridotto del grande una bella mostra di modernariato anni dieci del duemila con tanto di smartphone e tablet con chiavette e reuter, oppure negli uffizi le luci da discoteca e come sottofondo musica hardcore…., tanto per snaturare i luoghi e la loro storia…

  4. Bene, e ora mi raccomando, avanti con la pagliacciata del “m’illumino di meno”, l’iniziativa annuale atta a sensibilizzare la gente sul tema del risparmio energético, nella quale si invita la gente a spegnere luci e apparecchiature elettriche nel limite del possibile. Ricade ogni anno in sto periodo, quest’anno sarà venerdì 23, a pochi giorni di distanza dal festival delle luci. Due iniziative antitetiche promosse dalla stessa amministrazione quasi in contemporanea. E ora datemi pure del populista 🙂

    • Esatto. Ma sa, quando la gente (pare tanta) abbocca e fa fare bella figura a del bono e la castelletti, si mette da parte tutto: inquinamento luminoso (solo la gente comune si deve sentire in colpa se tiene accesa una luce in più con m’illumino di meno, tipo il senso di colpa che ti inculcano i preti mentre loro spendono, spandono, stuprano, ecc), inquinamento atmosferico (a proposito tra poco stop alle euro 4). Poi, vista la grande utilità della metro, non si è pensato di imporre il suo utilizzo con magari una navetta x salire sul colle, con biglietto unico a 1 euro. Sarebbero stati costretti ad usarla tutti e ci sarebbe stato un ulteriore introito x le magre casse di bs mobilità, meno inquinamento e meno traffico. Ma forse meno visitatori, quindi meglio imporla alla provincia col biglietto unico (e più caro) corriera+metro anche se non la si usa. E la maggioranza dei visitatori del colle ha preferito non usarla. Sempre molto utile…. Ma certo, è solo una questione relativa, a seconda delle comodità del potere…

  5. Splendida l’istallazione Ecce Homo, che coniuga la storia di Brescia alle tecniche led.
    Ottimo l’omaggio a Giancarlo Facchinetti, musicista bresciano.
    Toccante l’omaggio/ricordo a piazza della Loggia.
    Splendido il brescianissimo Castello nei suoi percorsi intimi, segreti.
    Un’iniziativa di privati ( amicidelcidneo ) che ha trascinato quasi 300.000 persone in una festa popolare.
    (Da migliorare affluenza ordinata e percorsi.)

    • Ah, ecco, trattasi solo di festa popolare, niente di più e niente di meno. Soprattutto lasciamo perdere la parola cultura: quella appartiene al passato o alla fantasia di qualcuno. Nell’aldilà, penso al compianto Giancarlo Facchinetti che mette le mani sulla tastiera del pianforte e, vedendo il tipo di omaggio tributatogli dai concittadini sul Cidneo, attacca il terzo movimento della sonata n.2 op.35 di Chopin: quello è il commento all’idea ed al tipo di tributo…

    • Quando si tratta di elogiare la “festa popolare” di Delbono e Castelletti, il saggio si esprime. Quando invece c’è da criticare sugli aspetti descritti sopra (inquinamento luminoso, smog e assalto al colle senza l’obbligo di usare i mezzi pubblici o salire a piedi) allora meglio latitare. O che il nostro saggio intende la brescia 2030 fatta in questa maniera: pur di attirare gente non si bada nè al contenuto, nè all’ambiente?

  6. Una festa di popolo per un democratico vero è sempre positiva, meglio se, come in Castello, mista a un po’ di cultura, di musica nobile, di immagini della storia dell ‘arte bresciana.
    Quanto a definirla “ di Del Bono e Castelletti” piano! È tutto nato (come tutti sanno e più volte scritto) anche da me e da un piccolo nucleo di amici della città, non politici, intorno ad una bellissima pubblicazione di Nicola Berlucchi sul Cidneo.Importante saranno i passi, oggi solo in piccola parte percorsi, di rinascita del Castello, in tema di illuminazione, siti sistemati, musei da innovare, ambiente e percorsi salute, piantumazione e festa dei fiori e della natura, .ecc…..tutto o quasi ispirato al testo di Berlucchi e ai suggerimenti del Fai, e di vari artisti.
    Gli ‘ Amici del Cidneo’ guidati dal bravo Giovanni Brondi collaboreranno con vigore, anche con l’aiuto di Brescia Mobilità che nelle due edizioni trascorse ha ben organizzato il trasporto pubblico.

    • Tra gli amici “non politici” della città c’è Tino Bino. E’ per caso un omonimo del candidato Presidente della Provincia sconfitto da Cavalli, martinazzoliano prima e prodiano poi ? E poi c’è Giuseppe Onofri. E’ per caso un omonimo del Vicesindaco di Corsini, democristiano storico, grande promotore da Consigliere di Amministrazione della fusione ASM in A2A ? E poi c’è Giovanna Giordani Bussolati. E’ per caso un’omonima della Assessore della Margherita in una Giunta Corsini ? Diciamo che i politici sono come il prezzemolo, un pizzico ci sta bene i tutti i cibi…

  7. E oggi, invece, quaresima: tutti a spegnere le luci con l’iniziativa “M’illumino di meno”. Il cosmo ne trarrà vantaggio, visti i carnevali appena trascorsi sul Cidneo…

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