Taser, anche gli agenti bresciani chiedono la pistola elettrica

Anche gli agenti di Polizia Locale potrebbero trarre vantaggio dall'utilizzo del taser, per il quale però sarebbe necessario un lungo addestramento e una idonea valutazione operativa

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Taser
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Intanto s’inizia con lo spray al peperoncino, poi potrebbe arrivare il taser.

A richiederlo come arma di difesa con cui dotare gli agenti di è stato nei giorni scorsi proprio il capo della , Franco Gabrielli, che ha sollecitato il ministro dell’Interno per velocizzare l’iter legislativo che porterebbe alla sua introduzione in Italia.

Come ricorda Bresciaoggi, diverse sono le reazioni scaturite dalla richiesta di Gabrielli: da un lato chi lo ritiene uno strumento utile a dissuadere l’aggressore, dall’altro chi lo teme per le conseguenze che potrebbe causare agli individui affetti da problemi cardiologici.

Nell’attesa che parta la sperimentazione, Brescia si schiera a favore del nuovo dispositivo, capace di offrire una maggior sicurezza alle azioni compiute dalle forze di polizia, non solo agli agenti della Polizia di Stato ma anche a quelli della .

Spesso impegnati in operazioni a sostegno di personale medico nell’esecuzione di trattamenti sanitari obbligatori, gli agenti di Polizia Locale potrebbero trarre vantaggio dall’utilizzo del taser, per il quale però sarebbe necessario un lungo addestramento e una idonea valutazione operativa.

Come funziona il Taser

Il taser è un dispositivo in grado di azionare una scarica elettrica ad alto voltaggio e a bassa intensità di corrente. Consente di colpire un bersaglio fino a sette metri di distanza, immobilizzando la persona colpita per la contrazione dei muscoli impressa dalla scossa.

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