Caso Invatec-Medtronic, ancora nessuna svolta: la palla torna a Roma

Ma nulla di rilevante si è mosso e, dal 2020, le due sedi bresciane (Torbole e Roncadelle) potrebbero fermarsi completamente, anche se Medtronic ha temporaneamente congelato la questione

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Medtronic Invatec
Medtronic Invatec

Ancora niente di fatto per i lavoratori degli stabilimenti della provincia di Brescia. Dopo la crisi del 2012 e la chiusura annunciata dalla multinazionale , che ha acquisito il gruppo nel 2010, i 314 dipendenti hanno deciso di avviare uno sciopero a oltranza e poi di ridurre l’astensione a un’ora al giorno. Ma nulla di rilevante si è mosso e, dal 2020, le due sedi bresciane (Torbole e Roncadelle) potrebbero fermarsi completamente, anche se Medtronic ha temporaneamente congelato la questione.

Anche l’esito dell’incontro convocato nelle scorse in non ha portato a svolte significative: erano presenti, infatti, anche i sindacati e l’Ad di Invatec, ma non Vertus, la società specializzata a cui la multinazionale ha dato l’incarico di valutare la possibile reindustrializzazione dei due stabilimenti. La palla, insomma, potrebbe tornare al ministero dello Sviluppo economico. Nella speranza che Roma sia più persuasiva.

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