Centri per l’impiego: a Brescia gestiscono 150 mila disoccupati iscritti

Samuele Alghisi, presidente della Provincia di Brescia: "Ci auguriamo un potenziamento del personale dedicato alla realizzazione del reddito di cittadinanza, ricordando che i Centri per l’Impiego non fanno proposte di lavoro"

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Curriculum, foto generica
Curriculum, foto generica

Sono 150 mila i disoccupati gestiti dai Centri per l’Impiego della di Brescia.

«Il Compito dei Centri – si legge in una nota della Provincia – non è quello di fare proposte di , che proviene esclusivamente da un datore di , ma di procurare occasioni di , segnalando profili alle aziende, che, in piena autonomia, effettuano una selezione.

Gli Uffici della Provincia di Brescia in meno di un anno hanno procurato un’occasione di lavoro a oltre 350 persone che sono state assunte con la dote unica lavoro; hanno attivato tirocini per 1800 persone; hanno segnalato ai datori di lavoro oltre 9.000 persone disoccupate. Inoltre hanno gestito 1.500 richieste di personale con solo 8 addetti al servizio e erogato servizi di supporto alla ricerca del lavoro a oltre 700 persone.

Per quanto riguarda poi le attività legate alla percezione della NASPI, per le quali si creano anche lunghe attese, solo nelle ultime tre settimane i Centri per l’Impiego di Brescia hanno stipulato patti di servizio con 2254 utenti a fronte dei 219 patti stipulati dai privati accreditati; nel solo mese di ottobre sono stati 3554 a fronte dei 432 stipulati dagli operatori privati.

Il 2018 – fa sapere la Provincia – è stato per questi uffici un anno complicato a causa del proclamato passaggio di funzioni e personale dalle Province lombarde alla Regione, passaggio alla fine non avvenuto, che ha però creato disagi e rallentamenti dovuti all’organizzazione per il poi mancato trasferimento.

“Ci auguriamo – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, – un potenziamento del personale dedicato alla realizzazione del reddito di cittadinanza, ricordando che i Centri per l’Impiego non fanno proposte di lavoro, ma creano occasioni, segnalando alle aziende i curricola delle persone disoccupate. Sta poi al datore di lavoro scegliere il candidato migliore e al disoccupato cercare anche in autonomia la soluzione lavorativa più adatta alle sue competenze, con uno sguardo attivo alle proposte che giungono dal mercato del lavoro”.

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