AIB, dopo l’incendio alla Feltri Marone raggiunto un primo accordo per i lavoratori

Raggiunto un accordo propedeutico al ricorso alla cassa integrazione guadagni per 12 mesi per tutti i lavoratori occupati nello stabilimento di Marone

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Incendio alla Feltri Marone - Ph Fotolive Filippo Venezia
Incendio alla Feltri Marone - Ph Fotolive Filippo Venezia

Oggi, nella sede dell’Associazione Industriale Bresciana, fra la società Feltri Marone, assistita da AIB, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori, è stato raggiunto un accordo propedeutico al ricorso alla cassa integrazione guadagni per 12 mesi per tutti i lavoratori occupati nello stabilimento di Marone.
L’azienda, per dare supporto economico ai propri dipendenti e alle loro famiglie, anticiperà il trattamento di integrazione salariale, in attesa delle autorizzazioni da parte degli Enti competenti.
L’Associazione si è attivata affinché, dopo l’incontro in Prefettura programmato per venerdì 26 aprile, si proceda, già il prossimo lunedì, presso la sede dell’Agenzia Regionale di Milano, a esperire la procedura necessaria per accedere all’ammortizzatore sociale.


“L’incendio – dichiara la società Feltri Marone – ha gravemente compromesso la struttura aziendale e i danni sono estremamente ingenti, ma è nostra ferma intenzione continuare nell’attività di un’impresa che vanta quasi un secolo di storia. Sono tuttora in corso verifiche tecniche, ma contiamo di riuscire a riprendere il lavoro nei reparti di tessitura e termofissaggio, non interessati dall’incendio, già a partire dal mese di maggio”.

“Come Associazione Industriale – ha dichiarato il Presidente di AIB Giuseppe Pasini – stiamo facendo quanto possibile su più fronti per supportare l’impresa e i lavoratori in questo difficilissimo momento. Già da sabato scorso i nostri tecnici sono in contatto con le varie funzioni aziendali per fornire la necessaria assistenza. È di fronte a eventi di simile gravità che le parti sociali, le istituzioni locali e il territorio, in tutte le sue componenti, sono chiamati ad unire le loro forze per tutelare l’occupazione e il tessuto produttivo. Il lavoro va salvaguardato in ogni modo possibile, perché è il presupposto del benessere economico e sociale”.

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