LA LETTERA. Prendere il sole nudi sul Garda è un diritto

L'ex presidente dei naturisti: invito le associazioni che si organizzino per portare davanti ai giudici chi vuole limitare la libertà sancita dalla Costituzione

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Lettere al direttore
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Caro direttore,

ho letto sul web che si sconsigliava a praticare naturismo a Manerba ed in tutto il Lago di Garda.

Io sono dell’opinione che se esistono alcuni ostacoli dovuti a persone che interpretano male la legge occorre che almeno le associazioni naturiste facciano quello che è loro dovere per portare al rispetto civile delle minoranze e quella naturista che, innanzitutto, rappresentano.

In passato a Manerba era entrata in vigore una ordinanza che vietava il naturismo sul territorio comunale ma poi in base alla sentenza della Corte Costituzionale 7 aprile 2011, n.115 risultò illegale.

Non vedo oggi quale motivo valido debba mettersi in atto da parte delle autorità, verso la minoranza naturista (naturismo e non atti indecenti od osceni) che desidera frequentare il territorio come ha fatto in passato se non per una incivile persecuzione! Già in molte località italiane la magistratura ha sentenziato numerose volte a favore dei naturisti che praticano in aree appartate o note (vedi Lido di Dante (Ravenna) con archiviazione di 14 naturisti già nel 1979 e non vedo perchè la zona del Garda che è sempre in Italia e con una legislazione regionale che accetta il naturismo che vuol dire che , anche per essa non è reato altrimenti sarebbe complice di un reato , le associazioni naturiste ed i naturisti debbano accettare questo schiaffo senza reagire.

Io invito le associazioni che si organizzino per portare davanti ai giudici ( pure la Corte Europea per i diritti dell’Uomo se necessario) chi vuole limitare la libertà sancita dalla Costituzione .

Si ritorna in una zona notoriamente naturista e si segnala con cartelli provvisori appoggiati al terreno con ruote ed altro per informare coloro che non desiderano incontrare persone nude la libertà di scelta per evitare l’incontro. Quindi si comunica alla Forza pubblica che la minoranza naturista è presente in una certa area e si chiede di essere tutelata da chi viola la legge e che vengano eventualmente sanzionati coloro che eventualmente commettessero “atti osceni “ od “atti indecenti in luogo pubblico” che non è il semplice “stato” di nudità ma l’azione (l’atto) che si compie nudi oppure vestiti.

Fidenzio Laghi /ex presidente ANER

 

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