Visitare Salò, la capitale storica del Garda: ecco tutte le informazioni per i turisti

La guida (quasi) completa per visitare il Comune di Salò, sul lago di Garda: le attrazioni turistiche, i monumenti, i piatti tipici, gli eventi e altro

0
Vista del centro di Salò dal lungolago, foto da Pixabay
Vista del centro di Salò dal lungolago, foto da Pixabay

Lo diciamo così, senza mezzi termini, sicuri che nessuno potrà obiettare. Sono poche, infatti, le città italiane, ma anche europee, che vantano un cartellone così ricco di
appuntamenti, di nomi famosi, di spunti turistici di sicuro impatto come Salò, la capitale storica del .

Nei mesi estivi, ma non solo, moltissime persone che trascorreranno le loro vacanze sul Garda, non sapranno resistere al richiamo. Una “puntata” a Salò sarà un fatto naturale, un modo per sperimentare quell’atmosfera, che attornia il nostro ricco territorio. Estate a Salò, inoltre, vuol dire “Festival internazionale Estate musicale del Garda Gasparo da Salò”. Un appuntamento che ogni anno celebra il concittadino inventore del violino e che richiama nella nostra città i più celebri musicisti, cantanti e formazioni orchestrali. Tutto ciò mentre, in contemporanea, chiunque può ritagliarsi una vacanza su misura, iscrivendosi a corsi di vela, o abbronzandosi in relax al sole o immergendosi col trekking in una terra incontaminata tutta da scoprire e assaporare.

Ma non è tutto: il fascino della Salò rinascimentale rivive ogni giorno dell’anno di un’intensa attività culturale, fatta di rassegne musicali, danze, concerti, mostre d’arte, teatro, cabaret, feste tradizionali che arricchiscono le vacanze o le visite, vissute all’insegna del buon gusto, del buon bere e mangiare, del verde e dell’azzurro, dell’aria pulita. Trascorrere qualche tempo a Salò significa anche scegliere la pace e la tranquillità della collina a pochi minuti dall’animazione, dalla vivacità culturale, dai servizi che solo un grande centro può offrire.

La mappa del centro di Salò e delle sue principali attrazioni turistiche
La mappa del centro di Salò e delle sue principali attrazioni turistiche

VISITARE SALÒ, IL SUO LAGO DI GARDA E I SUOI SAPORI

Quanti colori sa esaltare il lago di Garda? Quanti riflessi sanno avere le onde? Non basta la tavolozza di un pittore per descrivere le emozioni di un tuffo, le sensazioni che si provano laddove il verde della collina si fonde nel turchese del lago, coccolato dal caldo abbraccio di un magnifico golfo, dalle complicità di numerose insenature e baie. Il lago è vita, è energia… è un catino di cristallo nel quale si specchia l’architettura della nostra città. Perché non approfittare di una bella giornata per una crociera in barca? Ad ogni onda solcata scoprirete la gioia di vivere, le mille emozioni della natura, i conturbanti colori delle stagioni. Vi stupirete davanti all’incanto di splendide costruzioni.

Una splendida veduta di Salò, foto da Pixabay
Una splendida veduta di Salò, foto da Pixabay

Entrate nel cuore della città, assaporate lo stile di un tempo ed i valori di sempre. E’ ancor viva l’eco di vecchie botteghe nelle splendide vetrine ed insegne dei negozi.

Gustate la seduzione della tavola. Ormai non è un mistero per nessuno: l’arte di vivere ha inizio in cucina, con una ricca varietà di piatti. I nostri cuochi sanno bene come conquistarvi con ricette tramandate e custodite gelosamente, con vini locali (il della Valtenesi è quello di più noto, ma i Franciacorta non sono lontani…) dalla suadente fragranza di aromi serviti fra pareti ovattate, luci soffuse, voci discrete…

Forse è possibile assaggiare un bel carpione, il pesce che vive solo nelle acque del Garda e che la leggenda vuole nato dalle sabbie d’oro, là dove il lago diventa misterioso per la sua profondità. Si può trovare anche il predatore per eccellenza, il luccio, da assaporare alla maniera dei vecchi pescatori. Non mancano nemmeno le piccole aole, le conosciutissime alborelle, fritte, oppure seccate al sole e poi cotte in salsa a formare il tipico “Sisàm”. In primavera avanzata ed in estate, le sardine di lago e gli agoni arrostiscono sulla graticola, oppure vengono preparati alla veneziana, “in saor”. Tinche, persici, cavédani, coregoni sono pronti a deliziare anche il palato più esigente. E non si tratta di prodotti allevati: si pescano dal lago, alla vecchia maniera, con reti dalle forme e dai nomi tradizionali, tramandati da generazioni.

Un bel bicchiere di Chiaretto fresco, il nato in una sola notte, dopo la vendemmia, o di Groppello, dal grappolo tanto fitto di acini da sembrare un groppo, un nodo, rende ancora più dolce la sosta e delizia il palato.

PERCORSI D’ARTE E CULTURA A SALO’

Se avete pochissimo tempo e volete una sintesi potete leggere velocemente il nostro articolo sulle cinque cose da vedere a Salò (lago di Garda), altrimenti proseguite nella lettura…

Il modo più opportuno per una visita al centro storico di Salò (esattamente delimitato dalla Fossa, via Brunati, piazza Carmine, lungolago Giuseppe Zanardelli) è quello di seguire il percorso indicato dalla collocazione delle venti targhe esplicanti origine e denominazione delle contrade del borgo.

Si parte dunque dalla Fossa (piazza Vittorio Emanuele II), previa visita alla vicina chiesa di San Bernardino (iniziata nel 1476) che conserva una pala di Zenon Veronese (1484-dopo 1543) e una tela di Andrea Celesti (da Venezia, 1637-1712); di fronte, il Teatro Comunale (in corso di restauro) costruito come Sociale nel 1873. In Fossa sorge la bella chiesa della Visitazione, iniziata nel 1712 su disegno dell’architetto comasco Antonio Spiazzi (morto verso il 1745), e, nello slargo presso il Banco di Brescia, il vecchio teatro, attivo sino a metà dell’Ottocento (apice in Fossa della contrada dell’Era).

Attraverso l’antica porta dell’Orologio, che assunse tale nome dopo i lavori di ristrutturazione del 1769-1772 per installarvi appunto un orologio, si perviene in piazza Angelo Zanelli (scultore di San Felice del Benaco, 1879-1942, cui si devono gli altorilievi dell’Altare della Patria nel Vittoriano di Roma), nella quale prospetta la casa Bersatti, con finestra serliana, ritenuta la più bella fra quelle cinquecentesche di Salò.

Da piazza Angelo Zanelli si scende per via Teatro Vecchio sino a via Cavour e, percorrendo vicolo San Giovanni, si ritorna alla piazza, nella cui estremità verso il centro sorge la chiesa di San Giovanni Battista, risalente probabilmente al sec. VII e totalmente rimaneggiata nel 1727; conserva due tele di Zenon Veronese: Decollazione di San Giovanni Battista e San Martino e le tre Marie.

Si prosegue in via San Carlo, delimitata da bei palazzi del Seicento, e, superata la statua del santo patrono di Salò, si perviene (notare al n. 17 un palazzo con bassorilievi decorativi alle finestre e al n. 3 la casa De Paoli) a piazza Giuseppe Zanardelli, ornata da una statua di Angelo Zanelli che ritrae lo statista.

Per la salita Santa Giustina si può raggiungere la via Francesco Calsone, al limite dell’antica muraglia, dalla quale il è visibile il campanile di quella che era la chiesa di Santa Giustina, divenuto ora la torre dell’Osservatorio Meteorologico e Stazione Sismica “Pio Bettoni”, istituito nel 1877 in cui sono conservati strumenti scientifici dell’Ottocento.

Percorso un tratto della via Mattia Butturini, con portali secenteschi, si sale a sinistra per il vicolo Stelle sino alla via di Mezzo che, con i contrafforti che nell’alto l’attraversano, costituisce uno dei punti più caratteristici del centro storico. Si procede a destra e si scende per via Raffaele Conforti sino ad imboccare sulla sinistra il vicolo Amadei (bel palazzetto secentesco con fontana d’angolo), che conduce in piazza Sant’Antonio (chiesa del 1646-tela di G.G. Barbello Cremasco).

Al limite meridionale della piazza, oltre via Mattia Butturini, il palazzo della Magnifica Patria, attualmente sede del Municipio sotto la cui Loggia si trova lo IAT (Informazioni Accoglienza Turistica) e, sino alla primavera del 1999, aveva sede il Museo Archeologico Comunale, ora in corso di sistemazione presso Palazzo Coen.. Nella Sala consiliare si conservano l’Archivio d’antico regime del Comune di Salo’ (1431-1805) e l’Archivio della Magnifica Patria (1339-1800). Sul soffitto della sala, vi è una grande tela (1617) di Giovanni Andrea Bertanza (da Padenghe(?) o da Navazzo notizie dal 1604 al 1630), raffigurante Cristo in gloria con i santi Marco e Carlo, angelo reggistemma e il Dio Benaco.

La statua dedicata a Gasparo da Salò, foto da Pixabay
La statua dedicata a Gasparo da Salò, foto da Pixabay

Nella stessa sala, busto di Gasparo da Salò inventore del violino, opera (1906) di Angelo Zanelli. Di questa scultura, Gabriele D’Annunzio (che satbilì la sua residenza museo pocco lontano, al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera) disse: “E’ opera veramente musicale, non ne ricordo altre di scalpello che trasmettano così chiaramente il senso dell’armonia: non si sa se stia aprendo il petto per trarne il violino, o se stia aprendo il violino per mettervi il cuore”. Altre tele di pittori rivieraschi dei secc. XVII-XVIII si conservano in Municipio, il soffitto del cui scalone d’onore è ornato dall’affresco Gloria della Magnifica Patria (1906, recentemente restaurato) del salodiano Angelo Landi (1879-1944).

In piazza della Vittoria, confinante con il Municipio, si erge il monumento ai Caduti, altra opera di Angelo Zanelli. Dalla piazza si imbocca via Gerolamo Fantoni (al n. 27 palazzo cinquecentesco su resti del Trecento) e dalla via Gioachino Scaino si scende a destra in piazza del Duomo. L‘antica pieve di Santa Maria (ora Santa Maria Annunziata, guida breve reperibile in sacrestia) fu riedificata nel 1453, nello stesso luogo e in stile tardo gotico (le cappelle delle navate furono imposte da San Carlo Borromeo), su progetto di Filippo delle Vacche da Caravaggio (notizie 1452-1484).

Il monumento ai cadutoi di Salò, foto da Pixabay
Il monumento ai cadutoi di Salò, foto da Pixabay

Già dal secolo scorso viene denominata Duomo ed è il più insigne monumento della Città; la facciata incompiuta presenta un bel portale rinascimentale; l’interno è ricco di notevoli opere d’arte fra le quali: un polittico di Guglielmo Veneziano (notizie 1333-1362), il Crocifisso ligneo di Giovanni Teutonico (notizie 1449-1481), l’ancona gotica di Bartolomeo di Isola Dovarese (notizie 1473-1479) con le statue lignee del milanese Pietro Bussolo (notizie 1475-1521), tele di Zenon Veronese, Gerolamo Romanino (da Brescia, 1486-156) affreschi di G.B. Trotti (detto il Malosso 1545-1599)), Palma il Giovane (da Venezia, 1544-1628), e Andrea Celesti; l’organo del 1546 è opera del grande organaro bresciano Gian Giacomo Antegnati. Da vicolo del Campanile, frutto questo di successive sopraelevazioni, si ha visione di una bifora cinquecentesca della canonica e si ritorna in via Gerolamo Fantoni.

Al n. 49 si trova palazzo Fantoni, con facciata del sec. XVI, in cui hanno sede l’Ateneo di Salò (diretta continuazione dell’Accademia degli Unanimi istituita nel 1564, archivio ricco di antichi manoscritti, biblioteca preziosa di incunaboli e cinquecentine), il Museo Storico del Nastro Azzurro (museo militare con cimeli dall’epoca napoleonica alla seconda guerra mondiale), la Biblioteca Civica, l’Associazione Storico Archeologica della Riviera. Dallo stesso palazzo si accede al fondaco dell’ospedale settecentesco (ora palazzo Coen) adibito a spazio espositivo e sede della Civica Raccolta del Disegno, istituita nel 1983 e ricca di altre 500 opere dei più importanti autori contemporanei; R.Romani, D.Gnoli, A.Basaldella, F.Francese, A.Boetti, G.Turcato, T.Zancanaro, M.Schifano, P.Dorazio, A.Forgioli, P.Guccione, Guidi, G.Meloni, F.Melotti, P.Pascali, C.pozzati, B.Romagnoli, N.Valentini, C.Verna, M.Soroni, L.Fontana, F.de Pisis. Proseguendo lungo via Gerolamo Fantoni, al n. 86 il Liceo scientifico, in cui fu stanziato un reparto della X MAS, al n. 88 una casa cinquecentesca successivamente rimaneggiata.

Usciti dalla porta del Carmine, si volge a destra e si percorre il lungolago sino allo slargo sul quale si affaccia l’abside del Duomo, dove si trova una lapide a ricordo della partenza (da quello che qui era il porto delle Gazzere) di cento Rivieraschi per la guerra contro i Turchi, che portò alla trionfale vittoria di Lepanto (1571).

LA CITTA’ DI SALO’ OGGI

Oggi, più che mai, Salò rappresenta un centro di interesse turistico di primaria importanza, un polo gravitazionale per gli affari economici, commerciali, giuridici ed occupazionali soprattutto in ragione della sua ideale collocazione geografica, nel medio-basso Garda, a ridosso della Valtenesi e alla confluenza della Valsabbia. Ai primissimi posti nella graduatoria dei comuni italiani per reddito e qualità della vita e dei servizi, vanta un ottimo e continuo sviluppo come centro direzionale in ragione della presenza di importanti uffici pubblici quali: il Tribunale, che copre un mandamento di 39 comuni con una popolazione che raggiunge circa 100.000 abitanti (oltre 400.000 nel periodo estivo) e i 100 Kmq, la sede locale dell’ Agenzia delle Entrate e del Territorio, con gli uffici del Registro e della Conservatoria, il Comando della Compagnia dei Carabinieri presenti dal 1897 con competenza su 40 comuni, la Tenenza della Guardia di Finanza, presente fin dal 1920; il Comparto di Polizia Stradale presente dal 1959, importante unità che opera con il 113 su una popolazione di 200.000 unità; la Polizia Provinciale; la Guardia Costiera; il Distretto Socio sanitario di Base, in cui sono confluite le disciolte ASL n.17, 39 e 40.

Sono inoltre presenti i numerosi uffici pubblici di rilevanza sovracomunale come: la sezione distaccata della Camera di Commercio, la SIAG che eroga numerosi servizi sociali per l’intero Distretto; l’Ufficio di informazione turistica presente dal 1927, il Corpo forestale dello Stato, il Distaccamento dei Vigili del Fuoco, il Centro per l’impiego, la Regione Lombardia, settore Agricoltura, foreste, caccia e pesca, il Consorzio BIM con competenza territoriale sui 12 comuni, il distretto scolastico n.40 presente dal 1978 con competenza territoriale su più Comuni, l’Osservatorio Meteorologico e annessa Stazione Sismica “Pio Bettoni” istituito nel 1877, una modernissima Casa di Riposo per non autosufficienti e nucleo per malati Alzheimer.

Salò rappresenta anche un polo scolastico di grande importanza e può annoverare la sede del liceo Scientifico Statale presente dal 1975, il liceo Classico presente dal 1990, il liceo linguistico presente dal 1993, il Centro Studi Paritario MEDI con il Liceo della Comunicazione, l’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri presente dal dopoguerra, una rinomata Accademia della Musica.

Lungolago di salò, foto da Pixabay
Lungolago di salò, foto da Pixabay

VISITARE SALO’… OLTRE IL CENTRO STORICO

Barbarano (frazione), km. 1 ca.

Da porta del Carmine si imbocca viale Angelo Landi; a sinistra si scorge l’Hotel Laurin (ex Villa Simonini), in stile liberty (decorazioni del Landi); più avanti sulla destra le antiche case di via Cure del Lino (notevole quella Tracagni, con stemma e balconcino settecentesco). Proseguendo in via Trento (tratto della Statale 45 bis) si perviene a palazzo Terzi (già Martinengo), fatto costruire dal 1556 simile ad una fortezza da Sforza Pallavicini, comandante in capo delle milizie veneziane; ospitò la segreteria personale e politica di Benito Mussolini, nonché il quartier generale delle forze armate della RSI. Quasi dirimpetto l’accesso alla chiesa di San Giovanni Evangelista, annessa a un convento di Cappuccini con portale ogivale di Jacopo Filippo da Brescia (1456) concepito per il Duomo nuovo di Salò.

Madonna del Rio (santuario), km. 1,8 ca.

Da via dei Colli (tratto della Statale 45 bis), ci si dirige verso Renzano e, proseguendo oltre, si giunge al santuario, circondato da cipressi in una ombrosa valletta, eretto nel sec. XVIII per una miracolosa apparizione della Madonna (della quale sarebbe rimasta l’impronta del piede in una bianca pietra) invocata a protezione contro gli straripamenti del torrente.

San Bartolomeo (frazione), km. 3 ca.

Da via dei Colli si devia in via Panoramica che porta alla frazione di Serniga. La strada, a stretti tornanti sul monte San Bartolomeo, offre stupendi scorci panoramici sul golfo di Salò e tutto il basso Garda ed è costellata dalle 14 santelle della Via Lucis; anche la chiesa di San Bartolomeo si trova in bella posizione panoramica e conserva una tela di Giovanni Andrea Bertanza: Madonna col Bambino in gloria, i Santi Bartolomeo, Giacomo e un donatore.

(testo tratto e rielaborato da opuscolo turistico del Comune di Salò)

GUARDA LE FOTO DI SALO’

Questo slideshow richiede JavaScript.

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome