Il vescovo Luciano festeggia i 75 anni e lascia l’incarico

Compie oggi 75 anni il vescovo di Brescia Luciano Monari. Un giorno importante per Monari e per l'intera diocesi perché nell'occasione il vescovo di Brescia ha presentato le dimissioni dall'incarico secondo quanto prescrive la norma del diritto canonico voluta da Papa Paolo VI.

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Luciano Monari, vescovo di Brescia
Luciano Monari, vescovo di Brescia

Compie oggi 75 anni il vescovo di Brescia Luciano Monari. Un giorno importante per Monari e per l’intera diocesi perché nell’occasione il vescovo di Brescia ha presentato le dimissioni dall’incarico secondo quanto prescrive la norma del diritto canonico voluta da Papa Paolo VI. Ma l’addio (annunciato) non sarà immediato. Ci potrebbero volere diversi mesi, infatti, prima che il papa proceda all’accettazione delle dimissioni e alla nomina di un successore, scelto sulla base delle indicazioni dei sacerdoti della diocesi e dei cosiddetti testimoni privilegiati indicati dalla Nunziatura apostolica.

CHI E’ LUCIANO MONARI

Nato a Sassuolo (in Emilia) il 28 marzo 1942, si diploma al liceo classico di Reggio Emilia nel 1960 e nel 1961 entra in seminario. Fino al 1965 frequenta a Roma la Pontificia Università Gregoriana. Il 20 giugno 1965 viene ordinato presbitero dal vescovo Gilberto Baroni. Quindi torna si dedica all’insegnamento in seminario, diventandone direttore spirituale nel 1980. Nel 1991, inoltre, diventa preside dell’istituto teologico interdiocesano di Reggio Emilia. Il 23 giugno 1995 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Piacenza-Bobbio. In quel periodo viene anche indicato come vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana per il Nord Italia (dal 2005 al 2010). Il 19 luglio 2007, infine, papa Benedetto XVI lo nomina vescovo di Brescia al posto di monsignor Giulio Sanguineti, dimessosi anche lui per raggiunti limiti di età.

I SUCCESSORI E I VESCOVI BRESCIANI

Per quanto riguarda la successione i nomi sono diversi. Qualcuno ha parlato di un ritorno a casa di Francesco Beschi, che pure guida già una delle diocesi più importanti e ricche d’Italia (Bergamo). Altri parlano dell’ennesima promozione dal seminario, che già ha prodotto i nomi di Carlo Bresciani (già direttore del seminario), Marco Brusco e Ovidio Vezzoli (dal prossimo luglio vescovo a Fidenza). Ma l’ipotesi più probabile cè che a Brescia arrivi un vescovo “straniero”.  La Leonessa, infatti, è un’esportatrice di vescovi. Oltre ai nomi citati vanno ricordati, per fermarsi a quelli in carica, vanno ricordati infatti don Giovanni Piccioli (vescovo in Ecuador) e Vincenzo Zani (vescovo di Volturno).

 

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  1. Ancora un po’ prima che questo vescovo incapace finalmente lasci le tende. Il problema è che lui se ne andrà mentre i problemi che ha creato rimarranno e quasi sicuramente, visto il calibro dei vescovi che abbiamo, verranno amplificati dal prossimo incapace che nominerà Francesco. E’ importante notare dalla biografia come il Monari non abbia mai fatto il prete (mai curato nè parroco), ma direttamente vescovo suggerito (nella biografia non viene detto) da suo zio paterno card. Ruini (guardacaso). E quindi il nostro Luciano ha sempre frequentato i quartieri alti del clero senza fare la classica gavetta. Questo spiega molte cose, quanto sia lontano anni luce dai problemi della gente, quanto non li capisca e quanto pensi di fare il vescovo burocrate, non guida matura in mezzo ai (tanti) problemi concreti della gente e della sua diocesi. E i problemi invece di ridursi si amplificano. La gente che l’ha conosciuto inorridisce e lo scollamento fra mondo civile e chiesa si fa sempre più grande. Ma tanto al buon Francesco non è mai interessato nulla e continuerà nella sua “missione riformatrice” spettacolarizzata nominando un altro dello stesso tipo…

  2. L’insulsaggine della carica e la totale assenza di uomini di fede e di vera testimonianza fa pensare, ancora una volta, che senso possa avere un vescovo. Se poi pensiamo al nonsenso di questo e alla sua dimostrata inutilità come persona e come religioso, si capiscono tante cose: dalla continua caduta verticale di fedeli e di vocazioni, alla poca o nulla stima che il clero locale e quello della diocesi dove era prima (Piacenza e Bobbio) ripongono in questo individuo. Dedito solo alla pura burocrazia, tant’è che da bravo impiegato vaticano svolge il suo dovere di mandare subito le dimissioni per il compimento dell’età prevista, mentre dove occorre discernimento, buon senso, maturità e responsabilità, latita e fa finta di niente. D’altronde uno che non ha mai fatto il curato, quindi non conosce l’oratorio e i giovani, mai il parroco, quindi non conosce i problemi di gestione di una parrocchia e le problematiche di vita dei suoi parrocchiani, figlio d’arte perchè lo zio materno (non paterno) card. Ruini, era fratello della mamma e ha chiesto lui di farlo diventare vescovo, cosa volete che faccia: il semplice burocrate. Più in là non è capace. Ecco perchè alla chiesa di oggi bastano queste figure e quindi spingono verso questi individui per riempire le cariche ecclesiastiche. E non ci sarà da stupirsi se il prossimo ripercorrerà le orme di questo…

  3. Non concordo
    É un uomo coerente profondo autentico è raro pastore coerente testimone di fede
    Le sue parole arricchiscono il popolo TUTTO lo commuovono ED ISPIRANO

  4. Proprio il contrario. E ne parlo perche’ lo conosco e conosco il suo inutile vissuto da vescovo e da prete sempre nei piani alti perche’ figlio d’arte. Uomo inetto, incapace, irresponsabile, nemmeno bravo a farsi capire (per forza, le cose che dice nn le sente). Praticamente vive su marte (il vecovato), e’ disprezzato da buona parte del clero locale, si e’ attorniato del peggio, e non e’ capace di prendere decisioni mature e di buon senso. E di esempi ce ne sono parecchi: dalla vicenda del sacrista licenziato a mompiano (di cui lui ha sempre fatto finta di niente per non urtare il simpatico parroco), a quella di mazzano. Per non parlare della chiesa di s. Giovanni in citta’ o dei debiti di molte parrocchie. Meglio che se ne vada alla svelta, che di danni ne ha fatti tanti anche wui, non solo a bobbio…. L’incapacita’ la si misura nei fatti, e lui e’ l’emblema…

    • Già, e adesso tocca al concittadino Francesco Beschi, oggi vescovo di Bergamo. Altra storia, altro vissuto, altra impronta, altra sensibilità almeno e prima di tutto come persona umana.

  5. Ma stessa insulsaggine davanti ai problemi concreti della gente e di fronte al governo della diocesi. Se il dopo monari e’ beschi, nulla cambiera’….

    • Mi limito alla mia personale conoscenza del’uomo, cioè addirittura prima che, da studente di violino del Conservatorio, decidesse di farsi prete. Non lo vedo così “insulso” e lo dicono proprio i cugini bergamaschi, di fede e soprattutto non di fede.

  6. Forse i cugini bergamaschi sono distratti o vedono soltanto la parte spettacolarizzata del Beschi, come molti la vedono in Francesco. Cosa ha fatto per esempio per lo scandalo della pedofilia nella diocesi di Bergamo? Nulla. Si è limitato a dire di essere “costernato”, proprio come Monari per casi simili nel bresciano. Nulla di più. Eppure dovrebbe esistere anche un tribunale ecclesiastico per loro, oltre a quello civile che, per fortuna, devono in qualche maniera rendere conto (mentre un tempo non era così). Oppure le condanne ecclesiastiche valgono solo per noi civili. Tranquillo che anche Beschi è della stessa risma… Altrimenti non sarebbe diventato vescovo…

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