Roberto Bracchi, il fratello denuncia: lo hanno fatto sparire per la cocaina

Il giallo della scomparsa del barista di Monticelli Brusati si tinge di fosco: l'uomo sarebbe stato ucciso perché coinvolto in un giro di spaccio di droga

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Roberto Bracchi, il barista di Monticelli Brusati scomparso in circostanze misteriose nel 2013
Roberto Bracchi, il barista di Monticelli Brusati scomparso in circostanze misteriose nel 2013

“Mio fratello aveva una seconda vita, spacciava ed è stato fatto sparire per questo” A parlare, secondo quanto riportato dall’edizione on line del Giornale di Brescia è Paolo Bracchi, fratello di Roberto: il barista di Monticelli Brusati sparito in circostanze misteriose nel novembre di quattro anni fa. Un caso di cui proprio stasera si occuperà la celebre trasmissione di rete 4 Quarto grado, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Vieiro.

Il barista (allora 52enne) era scomparso iil 15 novembre 2013. Gli ultimi a vederlo erano stati i collaboratori del bar Giardino di Monticelli, da dove l’uomo era partito intorno alle 9spiegando di dover fare alcuni acquisti per il locale a Rovato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bracchi aveva quindi percorso Camignone e Passirano, poi si era fermato mezz’ora a Rodengo e infine era arrivato a Travagliato. Lì è stata trovata la sua Bmw, con cellulare e chiavi di casa sul sedile, tracce di fango e sangue sul tappetino. Da quel giorno nessun segno di vita e nessun prelievo sui suoi conti correnti.

Roberto Bracchi, il barista di Monticelli Brusati scomparso in circostanze misteriose nel 2013

Secondo il fratello dello scomparso – che spiega al Giornale di Brescia di aver appreso di aver appreso dei traffici illeciti del fratello solo successivamente – Roberto Bracchi aveva un giro importante di cocaina (che andava da Padova fino a Napoli) e spacciava nascondendo la droga nei pacchetti di sigarette. Anche per questo il fratello si dice sicuro che il barista non sia fuggito volontariamente e che qualcuno lo abbia fatto sparire: un killer che andrebbe cercato tra chi sapeva del suo traffico di coca.

Tra le persone che potrebbero fornire informazioni significative, sempre secondo Paolo Bracchi, ci sarebbe una donna che Roberto frequentava e che gli avrebbe telefonato la mattina stessa: arrestata a maggio perché trovata con un chilo di coca in auto e coinvolta probailmente in un traffico internazionale. Inoltre – sottolinea Paolo sul Gdb – “dal cellulare di mio fratello sono partite altre telefonate dopo la sua scomparsa e i tabulati parlano chiaro”.

Un giallo che potrebbe essere vicino a una svolta investigativa. Ma l’ipotesi che Roberto Bracchi sia ancora vivo – con queste premesse – è davvero poco credibile.

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