Mail razzista, la Cgil contro l’azienda: episodio grave e inquietante

"A chi tenta minimizzare l’accaduto, rispondiamo che il razzismo è una forma di discriminazione inaccettabile, a prescindere da qualunque contesto territoriale"

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Silvia Spera, Cgil
Silvia Spera, Cgil

Continua a far discutere il caso dell’azienda di Lumezzane che ha inviato ai propri fornitori una mail per chiedere di non mandare più fattorini di colore. Dopo le riprese di tutti i media nazionali e le prese di posizione della Lega (che condanna, ma invita a non strumentalizzare il caso), stavolta a esprimersi è la Camera del lavoro di Brescia. Che non usa mezzi termini.

“La Cgil Brescia – si legge in una nota – è a fianco dei lavoratori della logistica discriminati. La mail razzista della Chino Color di Lumezzane ai suoi fornitori («No a corrieri di colore») è un episodio gravissimo e inquietante, figlio di un clima di odio pericolosamente fuori controllo e contrario ai valori della Costituzione.  Quella a cui stiamo assistendo – incalza il comunicato – è una china preoccupante alla quale è necessario rispondere con fermezza. Bene ha fatto la DTM di Torbole Casaglia a rispondere nel merito della qualità del servizio e non certo del colore della pelle dei dipendenti”.

La Cgil, infine, attacca il sindaco di Lumezzane Jpseph Facchini. “Al contrario, a chi – come il sindaco di Lumezzane – tenta minimizzare l’accaduto, rispondiamo che il razzismo è una forma di discriminazione inaccettabile, a prescindere da qualunque contesto territoriale”.

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